Via libera alla registrazione del marchio Igp Sicilia per l'olio extravergine di oliva. Dopo la Toscana, è il momento per la Sicilia di far valere la sua produzione olivicola.

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Il riconoscimento del marchio

 

“È la riscossa della Sicilia e del nostro comparto agricolo che oggi, finalmente, vede e riconosce nell’Europa un’alleata fondamentale per la crescita del settore agroalimentare”, ha commentato così il membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo Michele Giuffrida il riconoscimento del marchio Igp Sicilia. Bruxelles ha dato il via libera e il decreto è attualmente in pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Ora, ci sono 15 giorni di tempo per eventuali osservazioni di altri Paesi membri e nel caso in cui non ve ne siano, la registrazione diventerà definitiva.

 

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Quando si parla di olivicoltura siciliana, si fa riferimento a ben 50mila tonnellate di olio l’anno, pari al 12% della produzione nazionale, su 160mila ettari coltivati e 149mila aziende per un fatturato medio annuo alla produzione che va dai 250 ai 300 milioni. Ora, la regione ottiene il riconoscimento che merita. Si tratta della seconda Indicazione Geografica Territoriale per l’olio d’oliva dopo quella decisa dall’Ue tempo fa per la Toscana. Il marchio – lo ricordiamo – è ben diverso dalla Dop, e viene attribuito a un prodotto alimentare la cui fase di produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un territorio delimitato. Per ottenere il marchio Dop, invece, un alimento deve subire tutte le fasi di lavorazione, dalla coltivazione al prodotto finito, nella stessa area riconosciuta.

 

Un obiettivo, quello raggiunto dall’isola, che è stato perseguito per tempo dagli olivicoltori siciliani, con il sostegno della Regione, attraverso un iter lungo e complesso. “Il percorso non è stato facile, né breve”, hanno dichiarato in una nota congiunta l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici e Maurizio Lunetta, presidente comitato Igp olio Sicilia. Ma ne è valsa la pena, perché “la Igp Sicilia è uno strumento forte, efficace e unico per affermare l’origine del nostro olio extravergine e il brand Sicilia’”. Il prossimo passo? “La nascita di un consorzio dei produttori”. Un vantaggio enorme per il comparto agricolo, che permetterà alle Organizzazioni di Produzioni Siciliane di accedere ai programmi di promozione nei paesi terzi e alle misure per la valorizzazione delle filiere regionali. Inoltre, gli agricoltori potranno beneficiare della misura 3 del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) Sicilia per coprire i costi di certificazione del prodotto, che arrivano fino a 3000 euro per azienda.

 

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Le Associazioni di Categoria

 

Lo ritengo un atto dovuto per valorizzare concretamente le nostre produzioni”, commenta la presidente CIA Sicilia Rosa Giovanna Castagna, “soprattutto in relazione all’accordo con la Tunisia”. Il provvedimento è stato infatti pensato, oltre che per promuovere la produzione regionale, anche per far fronte agli ultimi decreti dell’UE, che ha dato il via libera all’importazione senza dazi di 70mila tonnellate di olio tunisino. Come spiega Alessandro Chiarelli, presidente della Coldiretti Siciliana, “per contrastare l’olio dall’estero, l’unica soluzione è avere la nostra filiera e la nostra trasparenza certificata”.
Un grande successo per l’intera Sicilia”, ha dichiarato Giovanni La Via, presidente della commissione Ambiente, Sanità e Sicurezza Alimentare del Parlamento Europeo, “un riconoscimento del lavoro svolto che rilancia uno dei comparti strategici per il territorio, quello agroalimentare”.

 

a cura di Michela Becchi