Carignano, mercato in crescita e obiettivo export. Con la Docg sullo sfondo

16 Set 2014, 16:39 | a cura di Livia Montagnoli
Il Presidente del Consorzio Antonello Pilloni si mostra fiducioso sul futuro del Carignano del Sulcis, confortato dall’aumento delle vendite per il rosso della Sardegna sud-occidentale. Si lavora per incrementare l’export e coinvolgere altri piccoli produttori del distretto per ambire alla Docg.
Pubblicità

Momento buono per il Carignano del Sulcis. Secondo stime del Consorzio, le cinque cantine associate (Santadi, Calasetta, Sardus Pater, Mesa e Agricola punica, per un totale di 4.500 ettari) hanno chiuso il 2013 con un aumento delle vendite tra il 5% e il 7%. E puntano al potenziamento delle esportazioni, grazie a un piano promozionale triennale partito nel 2013 (con 600mila euro spesi nel primo anno) che sta insistendo, con workshop, tasting, incoming di giornalisti, sui mercati Usa, Giappone, Cina e Russia.
"La fama di questo vino è in crescita e puntiamo ad aumentare entro il 2015 la nostra attuale quota export che, in media, è del 30%", dichiara a Tre Bicchieri il presidente Antonello Pilloni (Cantina di Santadi). Attualmente, la produzione di questo rosso della Sardegna sud-occidentale si attesta a 1,6 milioni di bottiglie, per un valore stimato alla produzione di 9 milioni di euro. "Si tratta di cifre destinate a crescere ma" avverte Pilloni "c'è bisogno di preservare l'aspetto qualitativo, a partire dalle uve, che devono essere ben lavorate e ben retribuite ai conferitori. Eventuali aumenti di produzione vanno quindi legati non a maggiori rese, semmai a nuovi impianti. La strada è impegnativa. Ricordo che ancora oggi, una parte di Carignano è venduta fuori zona e poi declassata".
In questo percorso, il Consorzio non nasconde la volontà di coinvolgere altri piccoli produttori del distretto, che interessa 17 Comuni. "Le porte sono aperte e chi ha intenzione di fare qualità è il benvenuto. Ma non vogliamo avventurieri", osserva Pilloni. Una delle strade percorribili potrebbe essere la Docg, e qui il presidente predica prudenza: "Il Carignano se lo meriterebbe, ma non bisogna correre. Al nostro interno se ne parla e se ne discute. Ricordo, però, che sulla carta una Doc vale quanto una Docg. Il vero valore, infatti, viene sempre dal buon vino".

A cura di Gianluca Atzeni

cross linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram
X
X