Per tutto il mese di aprile, la celebre biblioteca di via Brera dedica al menu una mostra che ne ripercorre fortuna e vicende attraverso l’originale interpretazione grafica di artisti di fama internazionale.
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È il 1810 quando l’ambasciatore russo a Parigi, Alexandre Boris Kourakin, stupisce i convitati introducendo alla propria tavola i piatti in sequenza scandita dai tempi della cucina. Alla metà dell’Ottocento il servizio “alla russa” soppianta l’usanza francese di presentare contemporaneamente le pietanze in apertura del pasto; ha così inizio la fortuna del menu, il cartoncino su cui appuntare la lista delle vivande, ormai elemento imprescindibile di un buon servizio. All’inizio della sua storia, il termine indica infatti la minuta, l’appunto che il capocuoco o il maggiordomo stilava ogni giorno in base alla disponibilità della dispensa. Nel 1864 laCuisine Classiquene sancisce la definitiva affermazione: “La convenienza esige che i commensali siano informati sulla composizione del pranzo, affinché possano fissare la loro scelta e regolare il loro appetito”. Molti gli artisti che nel secolo scorso si sono cimentati con personali elaborazioni grafiche del tema. È così che nasceCarte in Tavola. Il menu: storia, arte, artisti. La rassegna milanese,curata da Gianfranco Schialvino e Adriano Benzi, espone fino al 30 aprile 300 pezzi suddivisi nelle teche della Biblioteca Nazionale Braidense: rarissimi menu storici decorati e raccolti in sezioni tematiche, a partire dal nucleo più antico (1850-1900) in prestito dalla collezione Vecchiantico, o dai menu di Casa Savoia, caratterizzati da una elegante austerità, per proseguire con le carte dei Grand Hotel della prima metà del Novecento. Ma anche bozzetti d’autore ed etichette per vini che recano la firma, tra gli altri, di Mimmo Paladino, Piero Manzoni, Alberto Savinio, Franco Gentilini, Ugo Nespolo, Mario Calandri e Picasso.

CARTE IN TAVOLA. Il menu: storia, arte, artisti|2-30 aprile 2014|Biblioteca Nazionale Braidense|Via Brera 28, Milano|http://www.braidense.it/

a cura di Livia Montagnoli