Cavit e Terre d'Oltrepò si aggiudicano La Versa: "Ecco come rilanceremo la storica cantina lombarda con gli spumanti di qualità"

27 Feb 2017, 17:35 | a cura di Gianluca Atzeni

Finalmente la svolta che si aspettava per Cantina La Versa: dopo la rinuncia di Cantina Soave l'azienda vinicola dell'Oltrepò Pavese passa nelle mani di Cavit e Terre d'Oltrepò, che scommetteranno sugli spumanti di qualità con un piano quinquinnale sotto il nome di Valle della Versa.  

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Nuova vita per Cantina La Versa

Un piano quinquennale per riportare ai fasti di un tempo Cantina La Versa, focalizzando il suo core business sugli spumanti di qualità, con una base sociale forte. Guardano già al futuro la cantina Terre d'Oltrepò di Broni e la cooperativa trentina Cavit, dopo essersi aggiudicate, in cordata, la storica azienda dell'Oltrepò Pavese per 4,2 milioni di euro (50 mila euro in più rispetto alla base d'asta fissata dalla sezione fallimentare del tribunale di Pavia). Determinante il passo indietro di Cantina di Soave nell'asta telematica di lunedì 20 febbraio. E così, dopo anni difficili, uno dei pilastri della spumantistica lombarda, può tornare in pista. È dal luglio 2016 che La Versa non immette sul mercato alcun vino, dopo le vicende giudiziarie che hanno portato all'arresto del suo amministratore delegato e all'avvio della procedura fallimentare. Ora, l'arrivo dei nuovi proprietari, riuniti nella newco denominata "Valle della Versa" (co-partecipata al 30% da Cavit e al 70% da Terre d'Oltrepò), riapre i giochi. Immobili, beni strumentali, autorizzazioni, brevetti, giacenze, lista clienti e fornitori, marchi e certificazioni, magazzino semilavorati e sfusi (il wine point di Montescano sarà oggetto di un'asta separata): il pacchetto acquistato ora va fatto funzionare.

 

Il piano di rilancio

Da dove passerà il rilancio della realtà lombarda? Enrico Zanoni, dg di Cavit (ricavi a circa 180 mln nel 2016), è chiaro: "Ci doteremo di una struttura leggera, con un cda composto da cinque membri, due dei quali espressi da Cavit, che avrà il compito di definire un business plan di lungo termine".Tutto è in fase di definizione, ma una cosa è certa: "Punteremo sulla spumantistica di qualità, senza l'ossessione dei volumi". Cavit metterà a disposizione competenze tecniche-enologiche, la sua forza commerciale, ma da sola non sarebbe intervenuta nell'operazione: serviva un partner territoriale ed è stato trovato in Terre d'Oltrepò che, attraverso Cantine Palazzo, è tra i conferitori della stessa Cavit. "La Versa è un marchio importante col quale vogliamo portare del valore aggiunto all'intera viticoltura oltrepadana", afferma Andrea Giorgi, da meno di un anno presidente della grande cooperativa pavese (800 soci, 4.500 ettari e 429 mila quintali di uve nel 2016). "Questa joint venture con Cavit ci consente di allargare la nostra base sociale, diffondere lo spirito cooperativo anche in Valle Versa. Saremo operativi dalla prossima vendemmia. L'obiettivo è migliorare i prezzi e aumentare la redditività delle associate. Del resto, non potevamo perdere questo treno. Il progetto è ambizioso e porterà vantaggi per tutti".

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E si riaccendono anche le speranze per i circa 30 lavoratori in mobilità. Tra i criteri vincolanti dell'acquisizione c'è l'impegno ad assumere nella sede di Santa Maria della Versa almeno 5 dipendenti entro 12 mesi, attingendoli dall'elenco fornito dal curatore fallimentare. Soddisfazione è stata espressa dal sindacato Flai-Cgil: "Finalmente La Versa ha un titolare e ci auguriamo che la cantina torni al lavoro già dalla prossima vendemmia. Non siamo a conoscenza del piano industriale e chiederemo un incontro ai nuovi vertici", sottolinea Cinzia Saviotti, segretaria Flai-Cgil Pavia. "È chiaro che per fare della qualità occorre manodopera qualificata, e gli ex lavoratori di La Versa" conclude "hanno già queste competenze".

 

a cura di Gianluca Atzeni

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