Giunta alla sua quinta edizione, la rassegna che cerca il dialogo con le culture del Mediterraneo porta a Roma oltre quaranta appuntamenti dedicati alla cultura (e coltura) dei cereali, alla valorizzazione del territorio e della biodiversità, alla promozione culturale. Dal 9 al 12 giugno.
Pubblicità

Il bacino del Mediterraneo come culla culturale

Valorizzazione dei territori, delle colture autoctone locali, della biodiversità, ma anche della specificità culturale, che si rinnova e si arricchisce nel dialogo con l’altro. Molteplici sono gli obiettivi che un anno dopo l’altro si prefigge Cerealia, il Festival dei cereali, Cerere e il Mediterraneo. Ecco dunque quali sono i soggetti che la manifestazione tanto incentrata sull’alimentazione come testimonianza identitaria coinvolge in un proficuo scambio interculturale: le civiltà maturate in millenni di storia, insediamenti, conquiste, commerci e scorribande nel bacino del Mediterraneo.
E così dal 9 al 12 giugno la rassegna torna ad offrire al pubblico capitolino una grande varietà di appuntamenti, 46 in tutto, molti dei quali (mostre fotografiche, degustazioni, laboratori di cucina tradizionale, presentazioni di libri) dedicati al Paese ospite dell’edizione 2015, la Croazia, che segue nel gemellaggio con l’Italia e con Roma Egitto, Turchia, Grecia e Cipro, già protagonisti in passato.

I cereali e la donna come semi della vita. Il tema di Cerealia 2015

Quest’anno il festival – promosso da M.Th.I e Archeoclub d’Italia nella sua sede capitolina – è patrocinato da Expo Milano e sceglie come tema centrale la riflessione che accosta la donna e i cereali come semi di vita. Diffuso sul territorio cittadino, itinerante nei centri del Lazio e in alcune regioni italiane aderenti al progetto, il festival propone un approccio multidisciplinare al tema della biodiversità, tanto culturale quanto agricola, coinvolgendo nel dibattito ambiente, territorio, società, politica, arte, alimentazione, turismo e articolandosi in seminari e convegni, degustazioni e laboratori gastronomici, mostre, visite guidate e performance.
Il programma. Siti archeologici, ristoranti e mercati contadini
Tra i musei e i siti archeologici coinvolti nel circuito alcune delle attrattive più suggestive della Roma classica: Capo di Bove, l’Ara Pacis, la Piramide di Caio Cestio, gli scavi di Ostia Antica; ma anche insegne vecchie e nuove del panorama gastronomico romano, da Chinappi e Panella a Pastasciutta e Bibliothè. Rinnovano la propria adesione – e la comunione di intenti – il mercato contadino di Campagna Amica presso il Circo Massimo e il mercato contadino di Capannelle. Chiaramente si parlerà di cereali, protagonisti anche in tavola con laboratori su pasta, riso, mais e farine alternative: nella giornata inaugurale, per esempio, sarà il pastificio di recente apertura Pastasciutta ad accogliere un laboratorio di pasta trafilata al bronzo con degustazione e letture di Aldo Fabrizi a spasso per il rione di Borgo. Ma sono molti i momenti da non perdere, dal rito in costume delle Vestali al seminario di antropologia del cibo, dalla passeggiata per scoprire i cereali della Roma arcaica alle Vie del riso di scena da Bibliothè.
Già dal prossimo week end – il 6 e 7 giugno – i mercati contadini romani proporranno appuntamenti per i più piccoli, pin nic sull’erba a Capannelle (tra birre artigianali e vini biologici, mozzarella di bufala e formaggi di pecora, tielle, salsicce e frutta appena raccolta), laboratori con le mani in pasta e momenti di approfondimento in attesa del festival.

Cerealia 2015 | Evento diffuso | dal 9 a 12 giugno | per il programma completo www.cerealialudi.org

Pubblicità