L'analisi dell'Oiv conferma gli Usa primo consumatore. L'Italia raggiunta al terzo posto dalla Germania, ma dopo anni di decrescita il mercato italiano rivede il segno più. 

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L’Italia guida la ripresa, prima per produzione

Segnali positivi dal mercato mondiale del vino, che nel 2015 vede aumentare la produzione, i consumi e gli scambi internazionali. L’Oiv (Organisation internationale de la vigne et du vin) rileva una crescita della produzione di 5,8 milioni di ettolitri (+2,2%) che porta il totale a 274,4 milioni di ettolitri, grazie soprattutto al contributo dell’Italia, primo Paese produttore con quasi 50 milioni di ettolitri, seguito da Francia (47,5 mln/hl) e Spagna (37,2 mln/hl). Terzo anno a buoni livelli produttivi per gli Stati Uniti (22,1 mln/hl), crescita del Cile e calo di Argentina, Sudafrica e Cina.

 

E i consumi tornano a crescere

Ma è sui consumi che arrivano le note particolarmente positive per l’Italia. Dopo anni di costante calo si rivede il segno più, anche se è prematuro affermare che il +0,3% registrato nel 2015 a 20,5 milioni di ettolitri possa significare una ripresa vera e propria. Nel complesso, l’Oiv stima un consumo di 240 milioni di ettolitri nel 2015, in crescita dello 0,4%, ovvero 0,9 mln/hl in più sul 2014. Dall’inizio della crisi finanziaria del 2008, i consumi globali risultano stabili e ancora lontani dai livelli del 2007/2008 (250 mln/hl). Gli Usa si confermano il primo consumatore di vino, con 31 mln/hl, seguiti dalla Francia (27,2 mln/hl) e dall’Italia, raggiunta al terzo posto dalla Germania (20,5 mln/hl), che segna un +1,1%. Lieve aumento dei consumi sul mercato cinese (nel 2015 a 11 mln/hl).

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Il vigneto mondiale perde circa 7 mila ettari e si attesta a 7,53 milioni di ettari, un dato pressoché costante da tre anni. Spagna (1 milione di ettari), Cina (0,82 mln/ha, inclusi i vigneti per uve da tavola), Francia (0,78 mln/ha) e Italia (0,68 mln/ha) sono nelle prime posizioni per potenziale viticolo. Questi quattro Paesi detengono assieme alla Turchia il 50% del vigneto mondiale. Nel lungo periodo (2000-2015), l’Oiv, con il suo direttore Jean-Marie Aurand, rileva un trend in calo per le superfici vitate europee, per quella turco e quella iraniano, una stabilizzazione di quella statunitense e dei Paesi dell’emisfero sud del mondo, e la crescita costante della Cina, la cui superficie è passata dal 3,9% del 2000 all’11% del 2015.

Buon aumento degli scambi internazionali che nel 2015, secondo Oiv, crescono del 10,6% raggiungendo i 28,3 miliardi di euro, a fronte di un aumento anche a volumi del 1,8% a 104,3 milioni di ettolitri. Il primo Paese esportatore in quantità è la Spagna che detiene il 23% del mercato. A valore, guida la Francia (8,2 miliardi di euro), seguita dall’Italia (5,35 mld/euro). Questi due Paesi detengono rispettivamente il 29% e il 19% delle quote a valore. Terza è la Spagna con 2,6 mld/euro.

 

a cura di Gianluca Atzeni

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