Circa un anno fa faceva la sua comparsa nel settore dell’editoria gastronomica il numero zero di Dispensa, marcando la sua diversità in un mondo votato al digitale: una rivista di carta, da sfogliare recuperando il piacere per la lettura, da collezionare in libreria tornando sugli scatti di fotografi professionisti, rileggendo le pagine a più riprese. Niente ricette, né recensioni, ma solo storie di Generi Umani e Generi Alimentari. Ora è uscito il numero di settembre 2014, come sempre ricco di spunti e approfondimenti.
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Il dibattito sull’importanza dei contenuti per la rinascita dell’editoria gastronomica è all’ordine del giorno. E in Italia, nonostante la crisi generalizzata in cui versa il settore, c’è ancora chi ha voglia di scommettere sulla carta, sul confezionamento di un prodotto editoriale da leggere con calma, sfogliare ascoltando il fruscio delle pagine, soffermandosi sugli scatti fotografici che lo arricchiscono, recuperando il piacere dell’approfondimento. E collezionare un numero dopo l’altro con la soddisfazione di veder crescere nella propria libreria un angolo dedicato al mondo gastronomico tout court, affrontato in chiave moderna e originale.
Dispensa è una foodzine come ne sono rimaste poche in Italia, dedicata agli amanti del cibo e dell’universo che gli gira intorno, nata con l’intento di raccontare storie, di Generi Umani e Generi Alimentari, come recita la testata. Due numeri all’anno, confezionati sotto la guida di Martina Liverani, da rintracciare online sul sito web dedicato o sul canale della distribuzione alternativa (com’è necessario per la sopravvivenza economica di un prodotto che non contiene pubblicità), acquistandola in tutti quei luoghi in giro per la Penisola che si riconoscono nei valori della rivista: ristoranti, pasticcerie, enoteche, bistrot, boutique, gallerie e negozi specializzati.
Impostasi nell’ultimo anno come pubblicazione di qualità – rigorosamente senza ricette o recensioni di ristoranti – ora è uscito il secondo numero. Tra le pagine ben confezionate c’è spazio per la storia di cinque sous chef, per spostare l’asse dall’attenzione mediatica che sta letteralmente mitizzando la figura dello chef senza fare i conti con la brigata e l’importanza del secondo uomo in cucina. E a questo proposito troverete anche un pezzo sul lavapiatti di Carlo Cracco diventato maitre, scalando le rigide gerarchie del mondo della ristorazione. Ma ci sarà anche Massimo Bottura e la storia di Majoral, la geniale oreficeria e gastronomia dei fratelli Roca in Catalogna.
E anche il celebre stilista sardo Antonio Marras ha contribuito con un suo scritto, raccontando dal suo punto di vista le relazioni tra moda e gastronomia. Storie di persone e mondi diversi accomunati dal fil rouge delle mani, di una gestualità ritrovata esplicita sin dalla copertina, uovo e farina che aspettano solo di essere impastati.

Dispensa | Disponibile il secondo numero, settembre 2014 | Prezzo: 21 euro | Acquistabile online sul sito www.dispensamagazine.com (dove trovare anche l’elenco dei distributori)

In copertina Antonio Marras, ph Daniela Zedda