La notizia arriva dall'altra parte dell'oceano, da Miami, dove l'architetto iracheno era ricoverata per una bronchite. Scompare a 65 anni e lascia dietro di sé molti progetti celebri. Ristoranti, cantine e food design inclusi. 

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Aveva 65 anni, e in Italia negli ultimi anni aveva fatto parlare soprattutto per la progettazione del MAXXI di Roma. Ma tra i lavori in corso d’opera ideati da Zaha Hadid nel nostro Paese sono da annoverare anche lo Storto di Milano (la Torre Hadid), in quel cantiere ambizioso che è City Life, e la Stazione Marittima di Salerno, prossima all’inaugurazione. E il talento di questa donna brillante nata in Iraq, architetto celebre in tutto il mondo, si è espresso negli ultimi decenni ai quattro angoli del mondo, ricompensato proprio quest’anno con il riconoscimento del Royal Institute of British Architets, per la prima volta attribuito a una donna (ma in passato si è aggiudicata pure il premio Pritzer per l’architettura). Zaha Hadid è scomparsa oggi nel letto di un ospedale di Miami, dov’era ricoverato per curare una bronchite. Attacco di cuore, il verdetto. Nel corso della sua lunga carriera, costellata di progetti importanti come quello recente di Baku, in Azerbaijan, per l’Heidar Aliyev Center, l’architetto iracheno si è confrontata anche con il mondo della ristorazione, in tempi non sospetti.

Ristoranti, cantine e food design

Era il 1990, e a Sapporo, in Giappone, inaugurava l’avanguardistico ristorante Moon Soon, con tavoli disegnati come “frammenti spigolosi di ghiaccio”, incandescenze di fuoco a squarciare la sala e divani di forma fluida e indefinita. Poi, in tempi più recenti (nel 2013), l’intervento alla Serpentine Sackler Gallery di Kensington’s Garden, a Londra: suo il progetto del The Magazine Restaurant, uno spazio tutto bianco e luminoso, copertura ondulata e linee fluide, care all’architetto. Ma prima, nel 2006, la Hadid aveva conosciuto da vicino anche il mondo del vino, con la progettazione di una sala degustazione per la cantina Tondonia, nella Rioja spagnola (Tondonia Winery Pavilion). Molto prolifica anche come designer di complementi, la scorsa estate aveva rilanciato la vecchia intuizione del Liquid glacial coffee table, ampliando la collezione di tavoli disegnata nel 2012: ancora una volta suggestioni di ghiaccio per plasmare tavoli, piatti e contenitori da esposizione. Senza dimenticare la serie Zaha Cutlery, le posate di design a cui ha dato il suo nome nel 2007: linea affusolata e edizione limitata. E ancora nel 2013, una nuova puntata nel mondo del vino, per la collaborazione con la cantina austriaca Hillinger: 999 bottiglie riserva disegnate dall’architetto per l’edizione limitata Icon Hill. Una bottiglia d’autore pensata come una goccia. Un tour al Museo del design di Holon, a pochi minuti di Tel Aviv, invece, vi farà scoprire gli esperimenti di food design della Hadid mai entrati in produzione, come i progetti per Alessi. Ecco il nostro ricordo fotografico.