È Pokémon Go mania. Anche al ristorante. E il Maialino di New York diventa “palestra”

16 Lug 2016, 08:57 | a cura di Livia Montagnoli

Sconti per giocatori, cene a tema, proclami sui Social. I ristoranti americani non resistono alla febbre per il gioco mobile che sfrutta la realtà aumentata e dissemina le città di mostriciattoli da catturare. E si organizzano per attirare clienti. 

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Pokémon Go. Cos'è

La chiamano realtà aumentata, e da manuale prevede la possibilità di ampliare il bagaglio di percezioni dell'uomo attraverso le tecnologie più avanzate. Strumento prediletto del demonio, neanche a dirlo, è quello smartphone di cui nessuno sa più fare a meno. E, inutile negarlo, molti di noi sono già caduti nell'ultima “trappola” per smartphone addicted sviluppata da Niantic e lanciata dalla Nintendo (nonostante solo da poche ore sia stata rilasciata la versione italiana, gratuita, dell'app). Si chiama Pokémon Go, sta letteralmente facendo impazzire il mondo, e ha trasformato i display e le fotocamere di tanti telefoni in un vero e proprio campo di battaglia, che dalla realtà circostante prende in prestito l'ambientazione live, nient'altro che le strade delle nostre città e i luoghi in cui ci muoviamo ogni giorno.

Il videogioco che rispolvera un cult di tanti anni fa (negli anni Pikachu e compagni sono stati protagonisti di videogiochi, anime, film, manga, libri e gadget disparati) nasce dal mix tra geolocalizzazione (grazie al GPS) e realtà aumentata – tutte robe che negli anni Novanta non c'erano e che ora conferiscono appeal a un must sopito - e in pochi giorni è già il gioco mobile più popolare di sempre negli Stati Uniti.

 

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I Pokémon a spasso per la città. Anche al ristorante

Obiettivo? Catturare i Pokemon che si materializzano in differenti punti della città e solo in determinati orari: a quel punto sarà sufficiente inquadrare il mostriciattolo nel display e “lanciargli contro” una Pokeball per intrappolarlo, affrettandosi prima che fugga. Di fatto, il gioco, che proprio sul dialogo costante con la realtà pone l'accento chiamando il giocatore a diventare protagonista in prima persona, ha già creato qualche problema, tanto che negli Stati Uniti si moltiplicano i divieti per mantenere l'ordine pubblico, dalle autostrade dell'Arizona alla metropolitana di New York, dove Pokémon Go è stato bandito.

Ok, ma cosa c'entra questo con cibo e ristoranti? In quanto luoghi ricorrenti nella quotidianità di molti, anche i ristoranti – quelli americani, ma succederà anche in Italia? - si sono trasformati in campi di battaglia affollati di Pokémon scorrazzanti. E subito i ristoratori più scaltri hanno intuito serie opportunità di business, confermate dagli esperti del settore, che, sostengono, se i ristoranti troveranno il modo di attirare i giocatori nella propria “palestra”, allora il gioco potrebbe incrementare decisamente gli affari.

 

Dal gioco al business. Se il ristorante diventa “palestra”

Come? Basta seguire qualche semplice step e poi stare ad aspettare. Precisamente ogni proprietario di attività commerciale (ristoranti compresi) può acquistare, rigorosamente in Pokecoins sull'app, un Lure Model, cioè un richiamo per attirare Pokémon nel luogo prescelto per circa 30 minuti. E così succederà ogni volta che l'attività vorrà far gola ai giocatori presenti nei paraggi, che visualizzeranno gli animaletti sulla mappa e accorreranno al ristorante, trasformandosi in potenziali clienti. Ma c'è anche il caso fortuito per cui un ristorante si trovi nel raggio di 15 metri da PokeStops preesistenti e inconsapevolmente si ritrovi infestato di Pokémon da catturare, com'è successo agli ignari gestori di Maialino, una delle celebri insegne newyorkesi di Danny Meyer (che ora è diventata una “palestra” a tutti gli effetti, come altre insospettabili insegne della Grande Mela, tra cui il bistrot Balthazar).

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Fantascienza? Macché! Oltreoceano i casi si moltiplicano: c'è chi segnala con un cartello all'entrata la cattura di un Pokémon avvenuta proprio all'interno del ristorante, chi investe qualche dollaro per trasformarsi in palestra, chi lancia appuntamenti via Facebook, invitando i giocatori a partecipare alla caccia al Pokémon organizzata per la cena. E già circolano in rete i menu a tema per il perfetto giocatore, o le serate di gioco collettivo con consumazione obbligatoria. Alcuni, invece, propongono sconti per invogliare i giocatori a entrare, “combattere” e mangiare. Mentre i siti specializzati si affrettano a pubblicare guide e classifiche dei ristoranti dove recarsi a colpo sicuro per collezionare un buon bottino di animaletti colorati.

Certo, come tutte le ossessioni, anche Pokémon Go può dare assuefazione, e i ristoratori più severi, in America, già sono costretti a pagarne le conseguenze. Così dopo il “divieto di telefonino” che ha caratterizzato i primi anni 2000, ora molti ristoranti espongono un cartello chiaro e inequivocabile: “Vietato l'ingresso ai giocatori di Pokémon Go”. E in Italia, che succederà?

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