Ea(s)t Lombardy. Dal casoncello ai 50 anni Da Vittorio la Lombardia Orientale si mostra all'Europa

13 Mag 2016, 08:02 | a cura di Livia Montagnoli

Sarà Regione europea della gastronomia 2017 il territorio compreso tra le province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova, insieme per promuovere un patrimonio di tipicità secolari. Come il casoncello, che mobilita un'intera città per una grande festa di piazza. 

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Il compleanno del casoncello. Bergamo in festa

Che un convegno possa essere interamente dedicato a una pietanza della tradizione regionale è segno che quella ricetta, nella storia di chi ne rivendica la paternità, ha lasciato una traccia importante. D'altronde il casoncello, la pasta ripiena di cui Bergamo va giustamente fiera, vanta origini antichissime, segnalato nelle cronache cittadine già 630 anni fa, quando, in data 13 maggio 1386, il notaio Castello Castelli stilava il resoconto di una grande festa di piazza, nella Città Alta, celebrata con trecento taglieri di artibotuli “altrimenti detti casoncelli”, come annotava il cronista, o meglio casonsei, come riferisce il dialetto di queste parti. Ma c'è chi fa risalire la nascita di queste mezzelune di sfoglia ripiene di carne al 1366 (e allora gli anni da festeggiare sarebbero ben 650), assegnando alle sfogline di Bergamo un ulteriore primato, per la prima apparizione documentata di una pasta ripiena nel Medioevo. Un compleanno importante, insomma, che il Comune ha deciso di celebrare presso la Borsa Merci, riunendo a convegno storici, esperti del caso e grandi chef; ci saranno Massimo Montanari Paolo Massobrio, Alessandro Parenti Silvia Tropea Montagnosi. Ma anche i fratelli Cerea, doppiamente chiamati in causa, in rappresentanza dell'alta cucina locale e per continuare a festeggiare un anniversario che custodiscono tra le mura del ristorante Da Vittorio, al traguardo dei primi 50 anni. E poi Umberto Bombana, che oggi lavora ad Hong Kong, ambasciatore della ristorazione italiana che conta con tre stelle Michelin appuntate sul petto, in collegamento video proprio da Otto e Mezzo, per unirsi ai festeggiamenti della sua città d'origine. Seguirà una degustazione di casoncelli doc, a cura di Chicco Cerea, e poi, in serata, la festa si sposterà in strada, proprio come quel 13 maggio di 630 anni fa, per l'iniziativa Street Casoncello. Cosa succederà è facile immaginarlo: botteghe storiche in grande spolvero, stendardi,costumi d'epoca e pannelli informativi, degustazioni di casoncelli e specialità locali, dalla polenta ai formaggi dop, alla carne di bruna alpina. Questo per dire quanto l'area della Lombardia Orientale – quella che comprende le province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova, per intenderci - sia disposta a spendersi per promuovere il proprio ricco patrimonio enogastronomico.

Ea(s)t Lombardy. La buona tavola della Lombardia Orientale

E il prossimo anno avrà l'occasione di dimostrarlo da un podio privilegiato, designata Regione europea della gastronomia 2017. Il progetto ERG - Ea(s)t Lombardy sarà presentato già il prossimo 29 maggio, presso il monastero bregamasco di Astino, dove i riflettori si concentreranno ancora una volta sulla famiglia Cerea: per celebrare Bruna, che con i suoi figli ha preso in mano le redini del ristorante di Brusaporto dopo la scomparsa di Vittorio, arriveranno i 20 chef che rappresentano la ristorazione stellata della Lombardia Orientale. Manifestazione peraltro aperta al pubblico, con degustazione di tutte le proposte degli chef, al costo di 130 euro. L'obiettivo sarà quello di valorizzare la specificità locale con un percorso d'autore a più mani articolato nelle isole gastronomiche allestite nel complesso secolare. Anche in funzione di ERG, “un progetto internazionale nato per migliorare la qualità della vita nelle Regioni Europee, valorizzando le tipicità enogastronomiche locali e la cooperazione internazionale”, come recita la mission dell'iniziativa.

Selezionata da una giuria internazionale di esperti, anche la Lombardia Orientale avrà modo di mostrare all'Europa la varietà e l'unicità delle proprie culture alimentari tipiche, favorendo l'indotto turistico da un lato, aiutando i piccoli produttori ad aprirsi a nuovi mercati dall'altro. Sempre nel rispetto della tipicità. Con 25 prodotti Dop e Igp, 126 Pat, 24 tra vini Docg, Doce Igt e 22 ristoranti stellati menzionati dalla Michelin 2016 i numeri per ingolosire la platea internazionale ci sono tutti. E nei prossimi mesi scopriremo se East Lombardy saprà sfruttare questa opportunità.

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a cura di Livia Montagnoli

 

www.eastlombardy.it/it/

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