Dovrebbe occupare seimila metri quadri di un edificio di proprietà degli storici magazzini Lafayette nel cuore del Marais il punto vendita parigino di Eataly. E le voci di un’imminente apertura si fanno sempre più insistenti rimbalzando sulle pagine del quotidiano Le Figaro, che conferma la chiusura dell’accordo tra le due realtà imprenditoriali.
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Mentre tutti attendono indiscrezioni sulla prossima apertura londinese, annunciata recentemente da Oscar Farinetti, la corazzata Eataly sembra vicina a stravolgere ancora una volta le carte in tavola, se fosse confermato l’ultimo colpo messo a segno, stavolta sul suolo francese. A sorprendere non sono tanto le voci sempre più insistenti sull’eventualità di un’apertura parigina (attesa da tempo, come auspicato da Luca Baffigo, socio del patron Farinetti), ma l’annuncio della location che dovrebbe ospitare i seimila metri quadri di Eataly Parigi nel cuore del Marais.
Sono le pagine autorevoli del quotidiano francese Le Figaro a svelare la chiusura dell’accordo (dopo un negoziato protrattosi per diversi mesi) con le Galeries Lafayette, per usufruire di uno spazio nel cuore di Parigi di proprietà degli storici magazzini, proprio accanto allo store BHV Marais, appartenente allo stesso gruppo, dedicato però ad abbigliamento e arredamento per la casa.
Così il primo punto vendita francese di Farinetti si candida a diventare una bandiera dell’enogastronomia made in Italy proprio a pochi passi dall’Hotel de Ville, in uno dei quartieri più turistici della capitale francese, confermando una tendenza già evidenziata dai grandi risultati ottenuti (in termini di affluenza e fatturato) negli ultimi anni dai punti vendita delle più importanti città internazionali, da New York a Tokyo.
Il celebre quotidiano riferisce che i lavori necessari per ospitare Eataly Parigi sarebbero già iniziati, in vista di un’inaugurazione prevista per il 2015. E la Francia, stando all’enfasi di Le Figaro – che già pregusta prosciutto di Parma, caffè di Trieste e burrata – sembra pronta ad accogliere a braccia aperte il colosso italiano, alla faccia della presunta rivalità gastronomica con i cugini transalpini.