Ci saranno i cuochi e le loro esibizioni in cucina, le cantine e i banchi di degustazione, i prodotti tipici e i panini della Macelleria Zivieri, ma soprattutto il racconto di un’Emilia Romagna che ha fatto la storia della ristorazione italiana nel corso del Novecento, rappresentata da dieci grandi personaggi, da Peppino Cantarelli e Elio Tosi, a Giacinto Rossetti. Così, dal 22 al 24 novembre, a Bologna si intraprende un viaggio lungo la via Emilia scandito da vino e cibo di qualità.
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Si procede lungo la Via Emilia, percorrendo oltre duemila anni di storia alla scoperta dell’identità di nove province, ognuna con le sue tipicità, ma pur sempre accomunate dalla passione per la buona tavola, che nel caso dell’Emilia Romagna diventa espressione peculiare di una comunità. Perché cibo e vino qui continuano a mantenere un’accezione conviviale quasi ingombrante, senza perdere però il gusto per l’eccellenza. Attraverso un racconto scandito dalle tappe di un viaggio che illumina i protagonisti dell’enogastronomia regionale, Enologica – a Palazzo Re Enzo di Bologna dal 22 al 24 novembre – identifica il progetto del giornalista e collaboratore della Guida Vini del Gambero Rosso Giorgio Melandri, quest’anno sostenuto dall’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna.
Così il Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagna si dota di un apparato narrativo potente, per affascinare i visitatori e condurli per mano dentro il racconto di dieci personaggi (uno in rappresentanza di ogni provincia, più uno per la città di Bologna) che rappresentano lo spirito della regione: da Peppino Cantarelli –e sua moglie Mirella – della celebre trattoria di Samboseto immortalata da Mario Soldati a Elio Tosi con il suo Embassy, punto di riferimento della mondanità in Riviera negli anni del grande cinema italiano; e poi ci sarà la storia di Giorgio Fini, capace di intuire le potenzialità della ristorazione sulla rete autostradale già negli anni Cinquanta, e quella di Giacinto Rossetti e del suo indimenticato Trigabolo di Argenta. E ancora Renato Gualandi, George Cogny, Arnaldo Degoli, Nerio e Tarcisio Raccagni, Gianluigi Morini e Gianfranco Bolognesi. Sono tutte le personalità del Caravanserraglio, che introdotte da volti noti del giornalismo enogastronomico segneranno il fil rouge della manifestazione.
E non a caso anche la sezione dedicata agli chef, protagonisti nel Teatro dei cuochi, si allinea alla frase di un grande scrittore italiano, Leonardo Sciascia, scelta per rappresentare la rassegna: “…il diavolo era talmente stanco da lasciar tutto agli uomini, che sapevano fare meglio di lui…”. Gli show cooking – aperti a tutti e non prenotabili – si concentreranno così sulla sapienza delle mani, un tema che attraverso la personalità di ognuno aiuta a valorizzare il territorio, i paesaggi, i prodotti e le tradizioni dell’intera regione. Nei tre giorni di manifestazione sono attesi, tra gli altri, Gianluca Gorini, Valentino Marcattili e Massimiliano Mascia, Aurora Mazzucchelli, Piergiorgio Parini, Massimo Spigaroli. Una cena a sei mani – quelle di Matteo Aloe, Fabio Fiore e Franco Aliberti – chiuderà la serata conclusiva.
Nell’area tematica Genius Loci i cuochi interpreteranno un prodotto tipico della regione in un panino, in abbinamento ai vini dell’Emilia Romagna. Qui per tutto il giorno saranno serviti i panini a cura della Macelleria Zivieri, ma un ricco calendario porterà diversi volti noti della ristorazione regionale a cimentarsi con il panino gourmet. E poi, immancabili, ci saranno le cantine, oltre cento aziende vinicole regionali.

Enologica | Palazzo Re Enzo, Bologna | Dal 22 al 24 novembre, sabato 22 dalle 11 alle 22, domenica 23 dalle 11 alle 21, lunedì 24 dalle 11 alle 20 | Ingresso: 20 euro per le tre giornate | www.enologica.org