Expo offre l'opportunità di scoprire le cucine del mondo, tra l'alta cucina belga dei Flanders Kitchen Rebels, gli antojitos messicani e la settimana del turismo polacco. Ecco alcune delle proposte più curiose dai padiglioni nazionali.
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È indubbiamente la più importante vetrina per la ristorazione e la gastronomia italiana, ma Expo è anche in grado di restituire a Milano, all’Italia, e ai visitatori che ogni giorno si accalcano davanti ai cancelli della fiera, l’esperienza di un universo gastronomico che parla tutte le lingue del mondo, tra incursioni di chef prestigiosi e cucine popolari in arrivo da Paesi lontani e località esotiche. Abbiamo già parlato del progetto del Padiglione Usa, che ha portato con sé un assaggio concreto della più innovativa alta ristorazione americana, protagonista per sei mesi nel temporary restaurant in Galleria, ospite fino al termine di Expo negli spazi del Penthouse Suite Hotel Galleria con vista sulla Scala. Ma gli chef statunitensi non sono le uniche guest star straniere presenti in città.

Il Belgio e i Flanders Kitchen Rebels

Tra i padiglioni che più hanno affascinato il pubblico nelle prime settimane di manifestazione, il Belgio promette di regalare momenti di grande cucina, affidando le performance fuori Expo a volti più o meno noti (almeno per il momento) della ristorazione belga, in rappresentanza di una gastronomia d’avanguardia che sta macinando traguardi importanti sulla scena internazionale, spinta dall’energia dei suoi giovani chef. Primo fra tutti Kobe Desramaults, che ha ormai acquisito una certa familiarità con il palcoscenico italiano e proprio qualche ora fa è stato protagonista della serata presso il temporary restaurant Al Cortile.
Ma sarà Identità Expo, il padiglione della cucina d’autore affidato alla direzione di Paolo Marchi, a ospitare le nuove leve della tendenza gastronomica fiamminga; loro sono considerati i Flanders Kitchen Rebels, ribelli della cucina che portano in tavola avanguardia, creatività e autenticità in un connubio esplosivo dal gusto quasi primitivo. Il 25 maggio toccherà a Thomas Locus del Bistro Margaux, il 26 sarà la volta di Jan Tournier e di Frederik Deceuninck. Giovani (sotto i 35), ribelli e stellati.

Il Messico tra alta cucina e street food

Altra storia, e valida di considerazione, quella del Messico, che nel suo Padiglione propone un programma gastronomico tra i più accattivanti e ambiziosi dell’intera cittadella. Sono dieci i top chef messicani coinvolti per l’occasione, protagonisti di un set multimediale che porta in scena l’autentica cucina nazionale ai suoi esiti migliori. A dirigere la cucina del ristorante con terrazza Besame Mucho è stato scelto lo chef Mario Espinosa Torre, ma i sapori messicani si esprimono al meglio anche nella più tipica cucina di strada che accoglie i visitatori all’ingresso del padiglione, dove è stata riproposta la più classica delle selezioni di antojitos – lo street food locale – tra tacos, tamales, ordita e quesadillas.

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La Settimana del Turismo Polacco

Un viaggio nella Vecchia Europa ci porta in Polonia, protagonista della Settimana del Turismo Polacco dal 18 al 24 maggio con numerosi eventi dentro e fuori Expo. Un calendario di appuntamenti itineranti che accendono i riflettori sulla cultura polacca, contando sulla convivialità della tavola e sulla promozione dei sapori di un territorio che stenta a imporsi come meta turistica, ma nasconde attrattive e potenzialità ingenti. In continuo aggiornamento il programma è disponibile sul sito del turismo polacco. In tavola i sapori forti della tradizione popolare: aringhe, cetrioli fermentati, pane e strutto, e tante zuppe come il celebre Bigos.

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