Extravergine: una categoria che non basta più. Al Parlamento Europeo una nuova proposta per l'olio di oliva Premium

24 Feb 2015, 13:54 | a cura di Livia Montagnoli

Si parla di criteri rigorosi in materia di gusto, aroma e valore nutritivo nella proposta di risoluzione avanzata dal deputato croato Ivan Jakovčić per introdurre una nuova categoria di mercato che valorizzi l'aspetto sensoriale, organolettico e salutare dell'extravergine di qualità (e non solo i parametri chimici) per circoscrivere una fascia Premium nel mare magnum dell'extravergine, così come si presenta oggi. Un percorso che molti produttori italiani auspicano da anni e che anche il Gambero Rosso ha sposato con la Guida Oli d'Italia.

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C'è una piccola novità nel mondo dell'olio di oliva. Ancora è presto per parlare di una rivoluzione o di un cambiamento epocale, ma è un segnale importante. Parliamo di una proposta di risoluzionedel Parlamento Europeo (B8-0180/2015)presentata dal deputato croato Ivan Jakovčić il 18 febbraio 2015.
Il titolo - Proposta di risoluzione del Parlamento europeo sulle misure per la valutazione dell'olio extravergine di oliva di alta qualità nell'ambito del settore oleicolo europeo intese a proteggere consumatori e produttori- non lascia emergere alcuna novità, ma entrando nel dettaglio della proposta, al punto 1 si legge chiaramente l'invito alla Commissione Europea “ad adottare misure per riconoscere in maniera adeguata l'olio extravergine di oliva di alta qualità che rientra in tale categoria e ad introdurre una nuova categoria di mercato "Premium" che rispetti criteri rigorosi in materia di gusto, aroma e valore nutritivo”.
La proposta punta quindi alla realizzazione di una nuova categoria merceologica all'interno degli oli da oliva che valorizzi i prodotti di alta qualità, che altrimenti non potrebbero essere riconosciuti in quel mare magnum che oggi è il mondo dell'extravergine.
A sorprendere è soprattutto il fatto che per la prima volta si parla di “criteri rigorosi in materia di gusto, aroma e valore nutritivo”, valorizzando quindi l'aspetto sensoriale, organolettico e salutare dell'extravergine di qualità, e quindi non tenendo conto solamente dei parametri chimici che comunque dovranno presumibilmente essere molto più restrittivi di quelli attuali.
Parliamo quindi di una spinta positiva verso un percorso che moltissimi produttori italiani, ma anche del resto d'Europa, stanno percorrendo ormai da molti anni, non sentendosi più rappresentati da una categoria merceologica troppo ampia e poco caratterizzante.
Un'esigenza che il Gambero Rosso ha fatto sua impostando il disciplinare per l'adesione alla guida Oli d'Italia su parametri chimici molto più restrittivi di quelli del semplice extravergine, così da permettere all'appassionato e al semplice consumatore di scegliere solamente tra prodotti di alta qualità.

a cura di Indra Galbo

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