Inaugura il 26 luglio la rassegna d’arte curata da Vittorio Sgarbi, che accenderà i riflettori sul patrimonio artistica della città in provincia di Ancona. Ricca la tradizione gastronomica che vanta una storica produzione di salumi di qualità e molte materie prime del territorio.
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Tra XIII e XIV secolo, Fabriano, cittadina di impianto medievale in provincia di Ancona circondata dai monti dell’Appennino umbro-marchigiano, visse un periodo di particolare splendore, vivificato dai fiorenti commerci e dalla vicinanza con l’importante centro religioso di Assisi, impulso per una vivace attività artistica che ci ha lasciato importanti esempi di pittura sacra. Dal prossimo 26 luglio una mostra curata da Vittorio Sgarbi ripercorre i fasti di un’epoca in 100 opere, da Giotto a Gentile da Fabriano, ospitate presso la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli e in tre chiese del circuito urbano. Fabriano, oggi nota ai più per la produzione di carta, mantiene infatti un nucleo cittadino ben conservato e inscindibile da un contesto paesaggistico incontaminato che ospita un patrimonio artistico in gran parte sommerso tra abbazie, pievi, eremi e monasteri.
Ed il borgo, oggi vivace centro della provincia marchigiana, può vantare anche una tradizione gastronomica di qualità, improntata principalmente sulla produzione salumiera; salumi che affondano le radici nella storia di corte della città, tra Lonzino del padrone, ottenuto dalla conciatura della parte media e bassa del lombo, e pancetta occhiata, arrotolata intorno a due filetti conciati con pepe nero e sale grosso. E poi il Campanaccio dalla caratteristica forma a campana ed il famoso salame di Fabriano, re della salumeria locale apprezzato da Giuseppe Garibaldi, preparato con la sola carne magra della coscia e del cuore della spalla unita ai lardelli della schiena.
Ma sono molte le eccellenze della cucina locale e i piatti della tradizione popolare che arricchiranno gli speciali menu tematici ideati in occasione della mostra che si protrarrà per tutto l’autunno, fino al 30 novembre. Una buona opportunità per gustare legumi, prodotti genuini dell’orto, carne di capretto e tartufi accompagnati da un buon calice di Verdicchio di Matelica, all’insegna di materie prime di qualità che impreziosiscono le ricette della tradizione, qui più viva che mai. Tra pasta all’uovo con ragout d’anatra e vincisgrassi, passatelli in brodo per i primi freddi, coniglio in porchetta e piccioni allo spiedo.

Da Giotto a Gentile. Pittura e scultura a Fabriano tra Due e Trecento | Palazzo Bruno Molajoli, Fabriano (AN) | Dal 26 luglio al 30 novembre | www.mostrafabriano.it