Fenomeno vegan: anche la Guinness sarà cruelty free. E Vergani lancia il panettone veg

4 Nov 2015, 12:00 | a cura di Livia Montagnoli

L'industria alimentare si fa lusingare dalla moda vegana. Succede nel mondo, dove Guinness annuncia la svolta vegan friendly, e in Italia, con il dolce di Natale veg di Vergani, storica azienda meneghina produttrice di panettoni della tradizione. Almeno fino ad oggi. 

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Vegani alla conquista del mondo

In Italia i vegani sono sempre meno, così sostiene – dati alla mano – Eurispes (ne avevamo parlato qui). Eppure l'attenzione per l'universo veg non sembra scemare e continua a coinvolgere (fino a travolgerli) un po' tutti, dai ristoranti all'industria alimentare, all'editoria di settore. Quindi non stupisce ritrovare l'ossessione per una dieta salutare a tutti i costi e la propensione a eliminare dalla dieta prodotti animali e derivati tra le tendenze che cavalcheranno l'onda ancora nel 2016: stavolta a preannunciarlo è la ricerca sulle abitudini alimentari degli americani pubblicata qualche settimana fa da Baum&Witheman. Qualche segnale eclatante di quella che sembra ormai diventata una moda fuori controllo? Un paio di esempi – ma sono molti altri i casi che potremmo citare – in arrivo dal mondo dell'industria alimentare, che si tratti di un grande colosso internazionale come Guinness o di un laboratorio di pasticceria made in Italy come Vergani.

 

Il caso Guinness. La stout d'Irlanda sarà vegana

Ecco allora rimbalzare sul web l'annuncio del celebre birrificio irlandese che vanta una storia secolare e dal 2016 sposerà la causa cruelty free, lanciando in produzione una birra vegan friendly. Come? Mettendo mano a una ricetta vecchia di 256 anni, a fronte delle richieste pressanti del mondo veg, spesso prodigatosi in petizioni per ottenere una stout “vegana”. E così d'ora in avanti la birra scura più celebre nel mondo potrebbe presentarsi meno limpida, in assenza della colla di pesce prevista fino a oggi nel disciplinare degli ingredienti per coadiuvare il processo di chiarificazione (si tratta della Isiglass, un chiarificante naturale usato nella lavorazione di molte birre, ma non in Italia e Germania, dove si utilizzano esclusivamente acqua, malto, luppolo e lievito). Perché questo sia possibile, all'interno dello storico stabilimento-museo di St.James's Gate Brewery l'anno nuovo porterà un nuovo impianto per il filtraggio e la chiarificazione delle birre, investimento necessario per sopperire alla colla di pesce.

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Il "panettone" vegan come quello tradizionale. L'idea di Vergani

Meno impegnativo, ma altrettanto significativo della battaglia cruelty free in atto nel mondo gastronomico, lo sforzo di Vergani, noto brand meneghino sinonimo di panettone. Quattro generazioni impegnate in pasticceria, dal primo laboratorio di viale Monza fondato nel 1944 alla produzione aziendale dei giorni nostri, che garantisce 600mila panettoni ogni anno, nel rispetto della ricetta originale tramandata nel tempo. E chissà cosa direbbe il bisnonno Angelo assaggiando l'ultima trovata già disponibile presso la boutique di via Mercadante. Da quest'anno anche la tavola natalizia vegana potrà contare su un Dolce di Natale vegan lievitato 72 ore come da tradizione di famiglia. Quella che cambia (notevolmente) è la lista degli ingredienti: farina bianca, olio di riso, burro di cacao, uva sultanina, scorze d'arancia di Sicilia candite con zucchero di canna, olio extravergine d'oliva e vaniglia in bacche. Tutto nuovo, anche l'incarto, con foglie stilizzate che preannunciano la svolta sostenibile. Ma, assicurano in casa Vergani, al gusto della tradizione non si rinuncia. Sarà proprio così?

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