FFF Save the Brand. Le migliori realtà del food nella classifica che premia il made Italy del futuro

23 Nov 2016, 15:45 | a cura di Livia Montagnoli

Capacità di marketing e potenziale di sviluppo sono i criteri fondamentali per conquistare i mercati esteri all'insegna del know how made in Italy. In tre settori fondamentali come alimentare, moda e arredamento. Ecco chi si distingue nel settore del food. 

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Le tre F del made in Italy

Un campione di 1100 aziende italiane, in rappresentanza dei settori più significativi del made in Italy: alimentare, moda e arredamento. Le tre F (food, fashion, furniture) che tengono alta la bandiera tricolore della creatività nel mondo. E una prerogativa di ingresso che valuta il fatturato sviluppato, tra i 30 e i 300 milioni di euro all'anno (quello che individua il mid-market., la piccola e media imprenditoria). Questa la situazione di partenza. Una classifica delle migliori 50 in scala FFF Save the Brand il punto di arrivo. Come ogni anno ICM Advisors stila la lista delle realtà capaci di diventare protagoniste del mercato senza rinunciare alla qualità, e quindi in grado di valorizzare il proprio marchio a tal punto da farsi ambasciatrici dell'italianità. La terza edizione del premio si è svolta a Milano qualche settimana fa, dispensando riconoscimenti speciali a diverse realtà storiche del settore, la parmigiana Mutti in primis, che – oltre a guidare la classifica per valore del brand – ha visto riconosciuta l'abilità “di aver saputo trasformare in crescita l’opportunità derivante dall’evoluzione dell’approccio del consumatore, riuscendo a costruire e veicolare con il proprio marchio un’offerta di vero valore, portando così sul mercato innovazione, vantaggi e utilità reali”. Con l'azienda specializzata nella lavorazione e trasformazione del pomodoro, anche altre due realtà del food – L'Aromatika Caffè Borbone e Venchi- hanno ricevuto una menzione speciale. Ma è dalla classifica completa che emerge un quadro completo delle aziende leader per eccellenza economica e capacità di marketing (in termini di forza della comunicazione e potenziale di sviluppo del brand).

 

I futuri ambasciatori del made in Italy

Del resto l'obiettivo della ricerca è proprio quello di rispondere a domande tanto semplici, quanto essenziali per interpretare il mercato del futuro: quali sono i brand che crescono di più? Chi i futuri ambasciatori del made in Italy nel mondo? Non necessariamente “campioni affermati”, sottolineano le linee guida alla lettura della classifica, ma anche “stelle nascenti”, che stanno emergendo grazie a una grande attenzione alla gestione del brand. I criteri di selezione? Il rapporto tra posizionamento premium/lusso ed export, il valore aggiunto del prodotto, il mix di comunicazione, sponsorship e sostenibilità. E tra i protagonisti del food spiccano nomi del calibro di Garofalo, Rigoni di Asiago, Caffè Vergnano, Fabbri, Maina, Hausbrandt, Mionetto, Molini Spigadoro ( che è l’unico molino presente in lista, ancora non attivo nel circuito Gdo).  

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