Anche gli stilisti più celebri cercano di monetizzare l’esperienza dell’Expo fornendo ai molti visitatori attesi nuovi punti di interesse, che sfruttino il potere di attrazione del cibo e dell’alta ristorazione italiana. Prada si allea con la pasticceria Marchesi, da Dolce&Gabbana arriva il chiacchierato Filippo La Mantia, Giorgio Armani ha scelto Filippo Gozzoli, si attendono rivelazioni da Tomaso Trussardi.
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Milano è la città della moda. Nessuno oserebbe contestare questa asserzione. Nel 2015 Milano accoglierà visitatori da tutto il mondo in arrivo per Expo 2015. Altrettanto vero. E allora perché non coniugare un vanto della città – com’è appunto l’industria della moda e l’universo che gli gira intorno – con l’eccellenza della ristorazione meneghina (tra l’altro per rispondere al tema alimentare che identifica l’edizione italiana dell’Expo)?
Mentre i musei milanesi e la Triennale si preparano ad accogliere mostre di approfondimento su nutrizione e tecnologia, cibo, arte e design, la nuova tendenza gastronomica è quella di coniugare fashion e food, così almeno legge il fenomeno la cronaca milanese del Corriere della Sera. Prada, per esempio, ha da qualche giorno stretto un accordo con Marchesi, storica insegna della pasticceria meneghina in Corso Magenta, per offrire dolci (e qualche piatto salato) in una bottega temporanea allestita all’interno della sua sfarzosa boutique in Galleria. Tutto questo a partire dalla primavera 2015, quando si entrerà nel fermento da esposizione universale e il cibo sarà un valido alleato per orientare il flusso di visitatori verso nuovi punti di attrazione. Lo conferma Patrizio Bertelli – ceo di Prada – che rivendica la volontà di assumere una visione più globale attraverso il comparto food. Nel frattempo si cerca un cuoco per servire colazioni e spuntini nell’improvvisato salotto cittadino (che potrebbe bissare in via Monte Napoleone), e l’azienda ha intenzione di avviare con Marchesi una collaborazione più duratura, che porti all’apertura di una linea di pasticcerie in vari Paesi del mondo.
Procedendo con i nomi sacri della moda italiana, si fa un gran parlare dell’arrivo a Milano di Filippo La Mantia, che rileva la gestione del ristorante Gold (da ora in avanti semplicemente “Filippo la Mantia”) di proprietà Dolce&Gabbana. Previsto un restyling a cura di Piero Lissoni, per una cucina di impostazione siciliana ma sempre contraddistinta dalla personalità turbolenta che ha reso celebre lo chef nei salotti romani.
Nuovo corso anche per il ristorante di Giorgio Armani in via Manzoni, dove arriva lo chef cremonese Filippo Gozzoli, mentre si attende ancora la decisione di Tomaso Trussardi per scoprire chi prenderà il posto di Luigi Taglienti da Trussardi alla Scala.
E l’hotellerie di lusso come si organizza in vista dell’Expo? Già annunciato l’arrivo al Mandarin Oriental di Antonio Guida, già stimatissimo chef del Pellicano di Porto Ercole, operativo proprio dalla primavera 2015.
Un fermento gastronomico che si spinge aldilà della sinergia con le alte sfere della moda: anche Davide Oldani (Ambassador Expo 2015) annuncia nuovi interessanti progetti su Milano. E non si tratterebbe di un ristorante.