Work in progress alle porte di Bologna per la realizzazione della creatura ideata dal patron di Eataly, che doterà l'Italia di un'altra ambiziosa attrattiva a tema agroalimentare: la Fabbrica Italiana Contadina. Intanto però è già nata la Fondazione che sosterrà la ricerca del polo, per far bene alla salute e al pianeta. Dalla tavola. 

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Una nuova Fondazione per l’agroalimentare

All’apertura delle porte – i cancelli di quello che si preannuncia come il parco “divertimento” a tema food più ambizioso mai concepito – manca poco meno di un anno. Molto (il termine dei lavori è slittato più volte) o poco che sia, intanto a Bologna si scaldano i motori per accogliere con tutti gli onori del caso l’inaugurazione di Fico, la Fabbrica Italiana Contadina ideata da Oscar Farinetti in collaborazione con Coop e Caab. E così il grande parco di Eataly World che sta sorgendo alle porte del capoluogo emiliano potrà contare su un’anima scientifica e divulgativa organizzata in forma di fondazione e presieduta da Andrea Segrè. La Fondazione Fico nasce “per promuovere l’educazione alimentare e i saperi del cibo, il consumo consapevole, la produzione sostenibile, mettendo in rete le più importanti realtà della cultura agroalimentare e della sostenibilità”, quei valori di cui tutti auspicano Fico si farà concretamente promotore di fronte ai visitatori attesi da ogni parte del mondo. Tra i soci fondatori CAAB, CoopFond, Enpav ed Enpam, che già possono avvalersi del supporto di riconosciuti atenei e istituzioni di ricerca sul cibo, dall’Università di Bologna al corso di studi in Scienze Gastronomiche di Pollenzo, al Future Food Institute sorto per raccogliere l’eredità di Expo 2015. E pure il Ministero dell’Ambiente è parte in causa dell’iniziativa, come ha ribadito il ministro Gian Luca Gallettinell’anticipare la sigla di un Protocollo per sviluppare iniziative comuni in materia di educazione alimentare e ambientale, sostenibilità, qualità dei prodotti e salute attraverso la promozione delle cosiddette “best practices”, i comportamenti virtuosi che dovrebbero regolare il nostro approccio al cibo e all’ambiente.

Ricerca e formazione. Non solo divertimento da Fico

E infatti la Fondazione opererà su tre aree: formazione e didattica per la scuola, ricerca scientifica, promozione, con obiettivo puntato sulla ridefinizione di un’alimentazione sana che faccia bene alla salute e al pianeta, promuovendo la dieta mediterranea per un verso, e i modelli di produzione agricola e consumo alimentare sostenibili per l’altro. D’altronde l’idea di un parco dei divertimenti tutto incentrato sul cibo, la sua produzione e il consumo consapevole, è proprio quella di presentare ai più giovani un modo interattivo a coinvolgente per imparare, educandoli alla cultura del cibo. E infatti sono oltre 5mila le attività già in calendario che Fico proporrà alle scuole, 10 le aule didattiche, 6 le aree multimediali, 3 i chilometri di percorsi espositivi.

Dal canto suo, invece, la Fondazione organizzerà master, corsi di alta formazione, summer school e corsi di aggiornamento professionale. Cui si aggiungeranno500 stage formativi all’anno per giovani che vogliono imparare un mestiere e adulti che vogliono specializzarsi, e oltre mille corsi divulgativi ogni anno per bambini, ragazzi e adulti, tra laboratori e degustazioni. Nel frattempo arrivano buone nuove dal cantiere di Fico: i lavori procedono spediti, il volto di una vasta area di periferia bolognese – quella designata dal progetto – sta rapidamente cambiando fisionomia, “vogliamo essere pronti per l’inizio del prossimo anno scolastico e accademico”, ha confermato Segrè. Proprio a rimarcare la centralità dell’esperienza formativa.

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http://eatalyworld.it/it/Presentata_Fondazione_FICO_Educazione_Alimentare_Sostenibilita

 

a cura di Livia Montagnoli

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