Sono molti i dati contenuti nei dossier stilati dalla Fondazione presieduta dall'ambientalista Ermete Realacci, impegnata nel monitorare quanto di virtuoso e propositivo possa far emergere il nostro Paese sui mercati globali. Dieci selfie per cambiare il modo di guardare al futuro e recuperare fiducia nel sistema Italia. E l'intera filiera del food regala grandi soddisfazioni.
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CAMBIARE LO SGUARDO PER SUPERARE LA CRISI

È l’agroalimentare uno dei vanti di cui andar fieri in Italia. Lo conferma il ritratto in dieci “selfie” che la Fondazione Symbola ha stilato per evidenziare le virtù di un Paese fin troppo bistrattato da una nutrita schiera di detrattori. È il presidente della Fondazione, Ermete Realacci (noto ambientalista e politico italiano), a delineare una situazione tutt’altro che negativa, come emerge dal dossier 2015 significativamente mirato a “cambiare lo sguardo per sfidare la crisi”.
L’Italia è tra i cinque Paesi al mondo con un surplus manifatturiero superiore ai cento miliardi di dollari, primeggia in quanto ad efficienza ambientale e riciclo. L’iniziativa, che snocciola uno dopo l’altro i punti virtuosi del sistema Italia – tra competitività sul mercato internazionale (sono ben 935 i prodotti da podio mondiale per attivo commerciale con l’estero su un totale di 5117 situazioni analizzate), investimenti nella green economy – eco-efficienza del sistema produttivo (siamo campioni europei nell’industria del riciclo), attrazione del turismo extraeuropeo (meta preferita di paesi come Brasile, Cine, Giappone, Corea del Sud, Australia, Usa e Canada) – recupera dati e statistiche raccolti nei rapporti periodici di Symbola, non ultimo l’interessante focus sul settore agroalimentare.

CIBO DI QUALITA’ E AGROALIMENTARE: UNA FILIERA ECCELLENTE

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È proprio dati alla mano (con la collaborazione di Unioncamere e Fondazione Edison con Coldiretti) che emergono vitalità e tenuta di un comparto trainante per tutta la nostra economia: la filiera del food sembra aver reagito alla crisi con spirito propositivo, facendo registrare addirittura una lieve crescita in termini di competitività sul mercato internazionale.
Non è cosa nuova – ma fa bene ribadirlo – l’assoluto primato per certificazioni alimentari a livello comunitario: sono 264 i prodotti Dop e Igp e ben 4698 le specialità tradizionali regionali. Ma bisogna aggiungere che tra i prodotti dell’agroalimentare italiano ben 23 non hanno rivali sui mercati internazionali, e con altri 54 prodotti dell’eccellenza made in Italy conquistiamo un gradino del podio. Così in totale sono 77 i prodotti che riescono a brillare in barba alla concorrenza sleale e al fenomeno dilagante dell’italian sounding.
E non basta: l’agricoltura nazionale è tra le più sostenibili, emettendo il 35% di gas serra in meno della media Ue; e i nostri prodotti contengono la più bassa percentuale di residui chimici in confronto assoluto. Galoppante anche l’ascesa del settore biologico e più in generale dell’agricoltura di qualità, cresciuta nel segno della biodiversità e dell’innovazione tecnologica.

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