Si è da poco concluso l'incontro del Ministro Martina con 25 rappresentanti della ristorazione italiana – chef, pizzaioli e mondo di sala – moderato da Paolo Marchi. L'incontro per discutere del futuro di un settore che offre grandi potenzialità di sviluppo al Paese si è concentrato su tre obiettivi, semplificazione burocratica in primis, ma anche impulso all'occupazione attraverso una formazione mirata e valorizzazione dei prodotti agroalimentari all'estero. A luglio il prossimo appuntamento.
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Prima il tavolo sulla Ristorazione del futuro durante la giornata programmatica dell’Hangar Bicocca in vista dell’Expo, un primo passo verso la Carta di Milano che ne costituirà manifesto e eredità insieme. Ora la convocazione ufficiale del Ministro Maurizio Martina che ha riunito presso il Mipaaf 25 celebri chef italiani (in rappresentanza di una compagine dell’eccellenza gastronomica made in Italy molto più vasta) in occasione del primo Forum della cucina italiana, coordinato da Paolo Marchi.
Ha risposto convinta la ristorazione che vuole fare sistema, superare qualche impasse del passato e proiettarsi verso un futuro che cerchi di affrontare i problemi del settore, grazie a soluzioni condivise. Anche con il Governo del nostro Paese.
È Paolo Marchi a ricordare quanti chef hanno dovuto rinunciare a presenziare trattenuti da imprevisti o impegni lavorativi in giro per il mondo (Heinz Beck si è collegato via skype da Tokyo), pur vicini nelle intenzioni alla squadra dei 25.

I PROTAGONISTI

Eccolo dunque il consesso riunito intorno al tavolo di via XX settembre, a Roma, alle 10.30 di lunedì 2 marzo 2015: Massimo Bottura, Carlo Cracco, Franco Pepe, Davide Oldani, Antonia Klugmann, Pietro Zito, Claudio Liu, Marco Reitano, Ugo Alciati, Davide Scabin, Cesare Battisti, Moreno Cedroni, Pietro Leemann, Chicco Cerea, Antonio Santini, Norbert Niederkofler, Niko Romito, Gennaro Esposito, Corrado Assenza, Pino Cuttaia, Cristina Bowerman, Simone Padoan, Gianfranco Vissani, Antonello Colonna e Fulvio Pierangelini. Tra loro anche volti noti del servizio di sala, pizzaioli eccellenti, osti, un pasticcere del calibro di Corrado Assenza, e Claudio Liu, proprietario cinese del primo ristorante giapponese in Italia ad aver conquistato la stella Michelin (Iyo a Milano). Un fronte compatto ma estremamente diversificato al suo interno per esprimere al ministro le esigenze di tutto il settore.

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GLI OBIETTIVI

Di cosa si è parlato lo riassume il ministro in persona durante la conferenza stampa: l’urgenza principale resta quella di semplificare la burocrazia italiana, la stessa che complica notevolmente l’apertura di un ristorante in Italia, spingendo alcuni dei nostri migliori chef a preferire l’estero (vedi Simone Tondo).
Ma si è toccato anche il punto della formazione, argomento quantomai delicato per la crisi occupazionale in atto e d’altro lato un crescente interesse giovanile verso la ristorazione e il ritorno alla terra. Potenzialità che non possono restare inespresse. Come è necessario potenziare la promozione dell’agroalimentare e dei prodotti d’eccellenza italiani nel mondo, terzo punto programmatico su cui il Ministro si è impegnato a collaborare, anche di concerto con altri ministeri (quello dell’Economia e dei Beni Culturali in primis).
Non ultimo, si è ribadita la volontà di fare sistema, presentandosi compatti sulla scena internazionale per mantenere (o conquistare?) la leadership nel settore in cui meglio riusciamo a esprimere la nostra eccellenza. Tra una decina di giorni saranno resi noti maggiori dettagli, per ora è certa la data del prossimo incontro: a luglio, durante l’Expo. Quando si aprirà un nuovo tavolo per valutare l’evoluzione dei buoni propositi.