La caratteristica della grande catena francese dedicata alle grandi firme dell'abbigliamento è che ospita sempre al suo interno una zona ristorazione di alto livello. Se veramente dovesse scegliere il capoluogo lombardo, a gestire la ristorazione dovrà essere qualcuno all'altezza, ma chi?
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Le voci davano Venezia come candidata sicura, invece a quanto pare potrà più verosimilmente essere Milano ad ospitare l’apertura italiana delle Galeries Lafayette, la catena francese di department store che quest’anno soffia su 120 candeline e che ha in animo di espandersi a livello internazionale.
Ed è così che il capoluogo lombardo potrebbe andarsi ad aggiungere alle altre cinque città sparse per il mondo in cui Galerie Lafayette ha aperto. Berlino, Dubai, Casablanca, e dallo scorso anno, Jakarta e Pechino si sono aggiunte ai 59 negozi già esistenti in Francia, ma lo sguardo dei grandi magazzini punta decisamente all’estero. Le trattative su Londra – che riguardavano il London department store House of Fraser e i sui 1,46 miliardi fatturato – hanno avuto una brusca interruzione ma sembra riprendano a breve, mentre sull’apertura italiana non ci sono certezze – al di là dei rumors riportati dal quotidiano Le Figaro -, solo tante domande.
Una di queste è: chi si occuperebbe dei contenuti della foodhall? Lafayette farà tutto da sola o cercherà un partner (ovvio che ci sia chi già pensa a Peck, per esempio) sul territorio? Perché se veramente Milano dovesse essere scelta per l’apertura, che comunque non avverrebbe prima del 2017, si verrebbe a creare una vera e propria sfida. La città non è infatti nuova ad esperienze di questo tipo e chi si occupa di ristorazione sa bene che una possibilità del genere rappresenta un’ottima opportunità di guadagno e di visibilità. Milano capitale delle foodhall di qualità, insomma? Forse. Lafayette infatti si andrebbe ad aggiungere alle già ben radicate Rinascente, Excelsior Milano (con la sua Eats), Coin (con la foodhall gestita da Eataly). Insomma Londra ha Harrods, Berlino ha il KaDeWe, ma Milano può (e potrà) vantare su una inedita pluralità di questo peculiare format.