Gel Oil. L’olio spalmabile delle giovani ricercatrici calabresi che piace all’industria alimentare. Senza rinunciare alla qualità (e al gusto!)

10 Nov 2014, 13:25 | a cura di Livia Montagnoli
Partendo dall’olio d’oliva della piana di Sibari dieci ingegneri chimici (tutte donne) under 30 hanno perfezionato un sistema di gelificazione del prodotto senza intervenire chimicamente, ma solo applicando un processo fisico di organogelazione, che ha restituito un olio di facile utilizzo che conserva caratteristiche organolettiche e nutraceutiche - distribuito in bustine monodose - già richiesto dall’industria alimentare. Presto disponibile in alcuni fast food (aromatizzato al limone o peperoncino e basilico).
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Sono dieci ingegneri chimici under 30 dell’Università della Calabria. Tutte donne. A loro si deve l’ideazione del primo olio d’oliva gelificato, il Gel Oil per l’appunto, che gli è valso il riconoscimento come migliore idea innovativa della Regione e la candidatura per il Premio Nazionale all’innovazione che si svolgerà all’inizio di dicembre a Sassari.
Qualcuno storcerà il naso all’idea di una bustina di olio spalmabile, ma ogni dubbio è fugato dalla qualità del prodotto utilizzato (solo olio biologico selezionato dagli uliveti della piana di Sibari), dalla conservazione delle sue proprietà organolettiche e nutritive e – dato non trascurabile – dall’estrema funzionalità della nuova invenzione. Tanto che i colossi dell’industria agroalimentare già sgomitano per assicurarselo.
Sotto la guida di Bruno de Cindio, direttore del Dipartimento di Ingegneria Informatica, modellistica, elettronica e sistemistica di Cosenza, il team al femminile ha sfruttato un processo produttivo innovativo per mettere l’olio in bustina monodose sotto forma di gel; e agevolarne anche l’aromatizzazione (limone o peperoncino e basilico). L’idea nasce dal perfezionamento di un brevetto internazionale elaborato nell’ambito del programma nazionale Spread Bio Oil, per la realizzazione di un olio spalmabile - che stimoli la competitività del comparto produttivo dell’olio d’oliva - agendo sulla struttura molecolare di una sostanza a base grassa senza intervenire chimicamente alterandone le proprietà nutraceutiche.
Strutturando in modo alternativo i sistemi lipidici è infatti possibile controllare la consistenza dell’olio: questo è quanto hanno scoperto le giovani ricercatrici avviando un processo di organogelazione che ingabbia l’olio d’oliva, forzandolo a cristallizzare. Senza intaccarne il gusto e proponendo un prodotto di grande applicabilità sul mercato (basta macchie sugli indumenti in pausa pranzo e schizzi d’olio mentre si condisce l’insalata).
Le bustine arriveranno presto nei fast food, come valida alternativa salutare e mediterranea alle miscele non meglio identificate che circolano abitualmente, ma anche l’azienda calabrese Dodaro, produttrice di salumi tipici, sta sperimentando salse a base di ‘nduja emulsionata con Gel Oil. E l’olio spalmabile si presta a innumerevoli preparazioni, particolarmente nel settore dolciario.

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