Gino Sorbillo si allea con Shintaro Akatsu per conquistare l’America. Una nuova pizzeria a New York, poi Miami e LA

30 Gen 2018, 09:29 | a cura di Livia Montagnoli

La pizzeria newyorkese del pizzaiolo napoletano, a due mesi dall’apertura, sta decisamente ripagando le aspettative. E Sorbillo, reduce dalla vittoria in tribunale per l’esclusiva del marchio, non sta a guardare: con l’appoggio dell’imprenditore giapponese pianifica un’espansione rapida, in America e a Tokyo. 

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L’America si è affrettata a incoronarlo vero ambasciatore della pizza napoletana nel mondo, e il suo locale al 334 di Bowery street, inaugurato lo scorso novembre, è subito diventato meta irrinunciabile di tanti newyorkesi, celebrità comprese. Ecco perché Gino Sorbillo (reduce dalla vittoria in tribunale per l’uso esclusivo del marchio Sorbillo), che in città già poteva contare su un avamposto della tradizione partenopea dedicato alla pizza fritta, sembra avere tutta l’intenzione di mettere radici negli States. Ad anticiparlo è proprio la stampa americana di settore, che registra con entusiasmo la sua nuova partnership con l’imprenditore giapponese Shintaro Akatsu, mirata proprio – secondo le prime indiscrezioni – a sostenere un piano di sviluppo del format Sorbillo Pizzeria nelle più grandi città a stelle e strisce, da Miami a Los Angeles, cominciando dal raddoppio a New York.

Shintaro Akatsu, chi è. Da Grom alla pizza, l’amore per l’Italia

La storia degli ultimi anni, in realtà, ci dice che il sodalizio con Akatsu non è cosa nuova: l’imprenditore (appassionato di design, come dimostra la fondazione della Shintaro Akatsu School of Design di Bridgeport), in Giappone è un magnate del business del gas, ma con l’Italia ha stabilito un legame privilegiato, e spesso risiede a Milano, nel suo lussuoso attico sopra la Galleria del Corso. Innamorato del cibo, nel 2009 ha acquistato il 5% delle quote di Grom, importando il marchio in Giappone (nel Sol Levante detiene il 66% della società di distribuzione), e intrapreso una serie di investimenti nel mondo della ristorazione, che hanno portato alla nascita dell’izakaya Sampei in zona San Babila, e del format take away Musubi (il primo punto vendita, ancora una volta, nel perimetro dell’area che Akatsu ha scelto come suo quartier generale, tutto intorno al Duomo). E intanto distribuisce marchi italiani nel suo Paese, tra moda, gioielleria e cibo: da qualche anno, non a caso, si vocifera di un suo interessamento per l’importazione dell’Antica pizza fritta di Zia Esterina a Tokyo. Ora sembrerebbe essere arrivato il momento giusto.

L’espansione di Sorbillo

A Milano il pizzaiolo è ben saldo su una piazza sempre più affollata di pizzerie, all’attivo 4 insegne: Lievito al Duomo, Esterina, Olio a Crudo e l’ultima proposta in Galleria, Pizza Gourmand. Ma pure a New York le aspettative riposte nell’apertura di Bowery si stanno rivelando fondate, e il desiderio di sfondare in America, ora che l'Arte dei pizzaiuolo napoletano è stata riconosciuta patrimonio dell'Unesco, si fa sempre più concreto. Stando alle prime parole di Sorbillo, quindi, l’accordo con Akatsu garantirà all’impresa di crescere rapidamente, assicurando un piano significativo di aperture che entro il 2019 si concluderà con la prima avventura a Tokyo: “La grande esperienza di Akatsu con aziende innovative e in ascesa è una garanzia enorme per la nostra famiglia”, fa sapere il pizzaiolo attraverso una nota ufficiale. Primo step, dunque, una nuova pizzeria a New York, anche se nessun dettaglio su tempi e zona di riferimento è ancora trapelato. 

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a cura di Livia Montagnoli

Foto di Liz Clayman

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