Dopo i successi a Firenze con chef Valeria Piccini, la catena alberghiera di lusso St. Regis (gruppo Starwood) non vuole essere da meno a Roma: finiti i restauri le cucine potrebbero essere il nuovo regno degli Iaccarino. Appuntamento alla prossima primavera. 

Pubblicità

Non c’è due senza tre

La collaborazione con l’hotel Aldrovandi Palace durò oltre un lustro, dagli anni d’oro dei metà Duemila (era il 2004) fino al 2010, in piena crisi finanziaria. Sempre in piena crisi, ma questa volta grazie ad un accordo con grandi investitori spagnoli, partì la nuova avventura che, laddove la prima si chiamava Baby, prese il nome di Viva Voce e trovò spazio nell’immenso giardino urbano dello Urban Resort Gran Melià Villa Agrippina, sul Gianicolo. Dopo 3 anni questa nuova collaborazione potrebbe essere destinata a terminare, ma non con lei la presenza degli Iaccarino a Roma. Queste almeno le accreditate voci di corridoio che si stanno diffondendo nelle ultime settimane tra gli addetti ai lavori e i ben informati.

Don Alfonso, la signora Livia, il figlio Mario in sala e l’altro figlio Ernesto (freschissimo di matrimonio) in cucina. Una dinasty della ristorazione italiana che abbiamo raccontato più e più volte, e che oggi ci riserva una nuova sorpresa nella Capitale.

Non c’è due senza tre e dopo il Baby e il Viva Voce, gli Iaccarino potrebbero arrivare in un altro grande albergo della città, quel St. Regis Grand che affaccia su Piazza Esedra. Equidistante dalla Stazione Termini e Via Veneto, da Porta Pia e il Quirinale. Ancora nulla è ufficiale, trattative a quanto pare ancora in corso, firme e contratti ancora non abbozzati, ma le voci nel settore e nei corridoi dell’importante albergo gestito dalla Starwood (la stessa compagnia che alligna Valeria Piccini al St. Regis di Firenze e i Cerea di Da Vittorio al Gallia di Milano, oltre che Matteo Lorenzini al Westin Excelsior, sempre a Firenze) girano all’impazzata e l’attesa di una futura ufficializzazione è elettrizzante. 

Pubblicità

 

Il nuovo St. Regis Roma. Con gli Iaccarino

Elettrizzante anche perché da qualche tempo in quello che aprì nel 1894 come primissimo hotel di lusso di Roma (la consulenza all’epoca fu di Caesar Ritz in persona), brulicano restauratori, architetti, operai e ditte che stanno trasformando l’albergo – riaperto nel 1999 in occasione del Grande Giubileo del Duemila – in qualcosa di completamente diverso. Al piano terra il Salone Ritz è già uscito dal cantiere e ha un aspetto che chiunque, entrando anche solo per un aperitivo, può apprezzare: proprio qui si affaccerà l’american bar e ci sarà l’accesso al nuovo ristorante della struttura. Il Vivendo – questo il nome della tavola del St. Regis fino a ieri – è stato già smantellato per far spazio a una reception più ariosa e luminosa. Ben presto a quanto sembra qui potrebbe venire montata una nuova sala e una nuova cucina e qui (così come in tutti gli altri punti di ristorazione dell’hotel, servizio in camera incluso) dovrebbero esserci ,se le voci verranno confermate, le salde mani degli Iaccarino. 

Come sarà nata questa idea? Perché portare la gastronomia mediterranea per eccellenza nel più significativo hotel internazionale della città? L’idea sarà probabilmente stata dei proprietari della struttura che da qualche anno è passata dal gruppo Starwood (che mantiene la gestione) a investitori del Qatar. L’intenzione insomma di portare uno chef del Sud Italia, famoso, riconoscibile, importante, che sia aperto non solo agli ospiti ma anche alla città, che la conosca, che ci abbia già lavorato. Una scelta “politica” evidente che, se confermata, sarà tutta da seguire. Come sempre accade in questi casi, la selezione per trovare il partner giusto ha interessato grandi nomi, noti esponenti della cucina mediterranea, ma la prima scelta è stata sempre quella degli Iaccarino che, secondo i più accreditati rumors, sarebbero in procinto di accettare definitivamente e prossimi ad accordarsi ufficialmente. Non per una banale consulenza, ovviamente, ma per una alleanza vera, che significherà una presenza a Roma del giovane Ernesto Iaccarino continuativa e piuttosto stabile. 

Pubblicità

Aspettando sviluppi

Per ora non ci resta che continuare i nostri pellegrinaggi al St. Regis di Roma, cominciando a curiosare per goderci, pezzo per pezzo, gli spazi del grande albergo via via riconsegnati a nuova vita dai grandi architetti e restauratori internazionali che sono a lavoro nella struttura, aspettando di trovare conferme a queste indiscrezione e a questi rumors e sperando di scoprire ben presto nuovi dettagli su questa nuova importante tavola gourmet che potrebbe atterrare a breve a Roma: sarà tutto confermato? Quale nome avrà? Quanti posti? Quanto costerà una cena? Come sarà articolato il servizio per il pranzo (vista la posizione così centrale)?

Soggiornare nella famosa suite reale del St. Regis prezzata sopra i 20mila euro a notte è per quasi tutti impossibile, mettere da parte qualche centinaia di euro per una buona cena – considerando che si tratterà di aspettare almeno fino a maggio 2017 – potrebbe iniziare a essere un’idea.

 

www.stregisrome.com/it

 

a cura di Massimiliano Tonelli