Home Farm: la fattoria del futuro che è anche casa di riposo. E gli anziani lavorano nei campi

3 Feb 2016, 10:38 | a cura di Livia Montagnoli

Un progetto futuristico che coniuga esigenze terapeutiche e sicurezza alimentare, auspicando una nuova concezione di vecchiaia, da vivere all'aria aperta, insieme agli altri. L'idea è dello studio di architettura Spark e potrebbe realizzarsi a Singapore. 

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Casa di riposo o fattoria?

Non è più un mistero che per trovare i progetti architettonici più creativi e coraggiosi (e gli investimenti più sostanziosi!) ci si debba indirizzare sul versante del Sud Est Asiatico. È il caso della Home Farm progettata dallo studio d’architettura Spark, che ha scelto di “svecchiare” - è il caso di dirlo! - l'immagine un po' polverosa che tutti abbiamo in mente quando pensiamo a una casa di riposo. Per farlo gli architetti hanno guardato oltre, conciliando le esigenze terapeutiche degli anziani con il beneficio apportato dall'attività all'aria aperta, meglio se circondati dal verde. E allora perché non creare una fattoria urbana, nel cuore della città, che coinvolga nei lavori di manutenzione, coltivazione e raccolta gli stessi ospiti della speciale casa di riposo, che potranno alloggiare nella struttura caratterizzata da giardini pensili, pareti vegetali, fioriere e vegetazione lussureggiante? Così facendo la microeconomia di una metropoli estremamente longeva come Singapore (aspettativa di vita media 82 anni), costretta a importare molti degli ortaggi che consuma, trarrebbe il buon esempio da una soluzione di autoproduzione che attribuisce grande rilevanza alla coltivazione biologica e all'integrazione sociale di una categoria spesso abbandonata a se stessa, che proprio lavorando in gruppo – dalla semina alla raccolta, fino alle fasi di imballaggio e consegna, questi “arzilli” ottantenni non si risparmieranno nulla! - a un progetto comune riuscirebbe a ritrovare quello spirito di coesione e quel senso di appartenenza che fanno bene a tutta la comunità.

Lavorare nell'orto... A 80 anni!

Fulcro della Home Farm, ideata per articolarsi in più edifici residenziali, sarà l'orto condiviso sviluppato secondo le tecniche di coltivazione più moderne, dove troverà spazio anche un allevamento di specie ittiche. E la produzione in eccesso non andrà sprecata: il mercato ortofrutticolo previsto nel progetto sarà il principale spazio di interazione con l'esterno e tutti avranno la possibilità di acquistare i prodotti in esubero, finanziando l'autosufficienza economica della casa di riposo. Mentre gli ospiti potranno scegliere di farsi ricompensare con uno stipendio o trattenere per sé una parte di produzione, come ricompensa per l'impegno profuso nell'orto. Sul tetto? L’area ricreativa, anche in questo caso pensata come giardino pensile per godere di una passeggiata all’aperto. E a testimonianza della coerenza progettuale, non mancherà un sistema di raccolta dell'acqua piovana e un impianto a pannelli solari. Il progetto è stato presentato più di un anno fa, e si è aggiudicato il premio per l'architettura del futuro in occasione dell'ultimo World Architecture Festival. Vedremo quando (e se) qualche investitore avrà il coraggio di raccogliere la sfida.  

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