In cucina è arrivato il campano Pasquale D'Ambrosio, alla guida del ristorante che risente del rinnovamento apportato dalla nuova gestione Starhotels allo storico albergo fiorentino, fondato nel 1833. E così in tavola convivono toscanità e spirito partenopeo. L'assaggio.
Pubblicità

Un tocco partenopeo a Firenze che non sia legato alla pizza rappresenta una vera eccezione: una novità catapultata in pieno centro storico fiorentino, all’Hotel Helvetia e Bristol, albergo nato nel 1883, dove oggi ha preso le redini della cucina Pasquale D’Ambrosio, una lunga esperienza maturata in alberghi milanesi, ma campano nell’anima e nel cuore, come traspare in tutte le sue proposte culinarie. Un passo indietro è doveroso farlo, per capire tutto quello che è successo, in questo albergo, dal momento in cui si è insediata la nuova gestione Starhotels: il direttore è oggi Federico Versari, e con lui sono iniziati i lavori di ampliamento per la camere e il rinnovo completo della parte ristorativa.

Il winter garden dell'hotel Helvetia e Bristol di Firenze

Il primo passo è stato quello di trasformare la cucina, ingrandendola e fornendola delle attrezzature più moderne; e poi creare una nuova ambientazione al “Bristol Winter Garden”, tradizionale sede del ristorante.

Il tinello dell'hotel Helvetia e Bristol

Il nuovo Tinello

Oltre al rinnovamento degli elementi di arredo, la novità sta nella creazione dello spazio definito “Il Tinello”: antistante alla cucina, qui viene ospitato lo Chef’s table per il servizio di eventi privati, con il cuoco che può lavorare davanti ai clienti, grazie a un angolo cucina attrezzato in maniera professionale; viene altresì utilizzato tutti i giorni per il buffet delle colazioni.

Pubblicità
Un primo piatto dell'Hotel Helvetia e Bristol

Il menu. Pranzo veloce e degustazioni serali tra Sud e Toscana

La proposta culinaria si differenzia con una carta adatta a un servizio più veloce a pranzo e che vede piatti che cambiano con la stagione: è il caso del manzo affumicato con mela annurca all’aneto, stufato di  bergamotto e insalatina di erbe di montagna o della pasta mischiata con fagioli di Sorana, lardo di Colonnata e pomodoro costoluto; proposte mai banali anche tra i secondi con il rombo chiodato con patata fondente e scarola ripassata alla partenopea. Per la sera sono tre le degustazioni proposte: “La poesia di un territorio”, 7 portate a 90 euro.  “Un napoletano a Firenze”, sempre 7 “corse” a 80 euro e “Voglio sentirmi libero”, 9 piatti a scelta dello chef a 120 euro. Scegliendo dalla carta, intrigante Scampo appena scottato, sfoglia di lardo di Colonnata, jus di vitello, porcino arrostito, dove si comincia a vedere la “liason” tra il luogo di origine e quello in cui opera lo chef. Mentre virano decisamente al  sud due primi piatti come la Fettuccia di Gragnano alla Nerano, vongole ghiotte, e caviale Calvisius  e il Tortello cacio e pepe in foglia d’oro, astice marinata, limone stufato. Riuscita la contaminazione nei secondi: Agnello di Zeri, cardoncelli, scalogno bruciato e latte di capra alla camomilla in quota sud, mentre un omaggio alla Toscana è rappresentato dalla Pancia di maiale di cinta senese 60 h, mela di montagna del Casentino, indivia bruciata e miele di spiaggia. Quasi un omaggio religioso, infine,  il piatto definito “La velata”: velo di seppia, cicale, riccio e lattuga di mare con lemon pie, ardito gioco tra sacro e profano.

Un dessert dell'Hotel Helvetia e Bristol

Carta dei dolci piacevole e varia, con un soffice di latte e miele, fava di Tonka, albicocche bruciate al fiore di lavanda, da apprezzare. La carta dei vini è centrata soprattutto su prodotti toscani. Nel servizio, quel mix piacevole di professionalità e rilassatezza che impedisce gli eccessi di formalità.

Helvetia & Bristol Firenze – Starhotels Collezione – Firenze – via dei Pescioni, 2 – 055 26651

 

Pubblicità

a cura di Leonardo Romanelli