Il padiglione organizzato da Federalimentare e Fiere di Parma ha già raccolto l’adesione di 420 realtà dell’industria alimentare, tra aziende e consorzi pronti a mostrare le potenzialità del settore a pubblico e operatori in arrivo da tutto il mondo. Attraverso un nuovo format fieristico che scommette sulla narrazione e la multimedialità grazie all’intervento di artisti e designer. L’architettura tessile della facciata muterà aspetto con il contributo di street e video artist coinvolti nella performance Cibus Infabula. Tanti gli eventi in calendario.

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Dopo tanta attesa e qualche (motivata) preoccupazione si scoprono ogni giorno nuovi dettagli su quello che sarà Expo. Ora è la volta di Cibus è Italia, il padiglione di Federalimentare che, incentrato sul racconto delle filiere alimentari italiane, ha scelto di fare le cose in grande, coinvolgendo le migliori aziende del design italiano nell’elaborazione di un nuovo format fieristico. Protagonisti 420 espositori, tra aziende e consorzi, che ben rappresentano lo stato attuale di un settore manifatturiero pronto a rialzarsi (e già in crescita) e in occasione dell’Esposizione Universale puntano a stupire il pubblico con effetti speciali, ricorrendo all’intervento di artisti che valorizzino la storia e le peculiarità dei prodotti italiani.

CIBUS INFABULA. INTERVENTI SITE SPECIFIC PER UNA FACCIATA IN EVOLUZIONE
All’esterno, la facciata cambierà continuamente aspetto grazie all’happening culturale concertato tra gli organizzatori – Federalimentare e Fiere di Parma – e gli artisti internazionali coinvolti; all’interno, grazie al progetto Cibus meets design l’allestimento sarà curato dall’architetto Francesco Di Gregorio, che ha organizzato uno spazio di 5mila metri quadri distribuito su due piani (con terrazza) in una quinta ideale per incontri, degustazioni, workshop e percorsi narrativi giocati sulla multimedialità.
Come la facciata, per l’appunto, progettata da Felice Limosani come un’architettura tessile che possa animarsi con la performance artistica Cibus Infabula, tredici lavori site specific di street e video art che si ispirano al mondo del cibo e della nutrizione, raccontando una risorsa importante per il Pianeta. E interverranno anche importanti artisti internazionali nella realizzazione di murales abbinati alla video installazione.

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Ma cosa c’è da aspettarsi dagli espositori? Il percorso di visita è destinato tanto al grande pubblico quanto agli operatori di settore – che avranno modo di interfacciarsi personalmente con le aziende sulla terrazza privata – e mette in scena la cultura dell’alimentazione italiana, quella delle sue eccellenze che si rivelano al mondo (attirando il gran numero di visitatori stranieri previsto e con loro nuove possibilità di business), dal settore della trasformazione a quello della somministrazione, dall’agronomia alla scienza dell’alimentazione.
Saranno quindici le sezioni merceologiche “in mostra” pronte ad accogliere nell’arco di sei mesi gli operatori in arrivo da 35 Paesi del mondo, anche attraverso un ricco calendario di eventi organizzati in fiera – per valorizzare le specificità del modello produttivo alimentare tricolore – e Fuori Salone. Tutto questo grazie a un cospicuo investimento compartecipato con il Mipaaf, per scommettere sul futuro dell’industria alimentare italiana, auspicando, con le parole di Paolo Zanetti (vicepresidente di Federalimentare), che “il nostro export agroalimentare raggiunga nell’Eurozona i 50 miliardi di euro di fatturato entro il 2020, conquistando così la leadership europea”.