I primi micrortaggi italiani si coltivano in Brianza. La storia italoamericana di Marta e Bill

15 Apr 2016, 08:00 | a cura di Livia Montagnoli

L'azienda si chiama PiantaNatura e la scelta di coltivare ortaggi rari già definisce lo standard. Ma è il progetto sui microgreens a fare dell'esperienza di Mezzago un unicum in tutta Italia. Ecco come si coltivano e si usano i micrortaggi. 

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Coltivare in distilleria. La start up di Mezzago

Un tempo era una distilleria, quella di Mezzago, piccolo paese della provincia di Monza e Brianza, meno di cinquemila anime circondate dalla campagna, che qui vanta pure un prodotto tipico, l'asparago rosa che germoglia sul terreno argilloso. E proprio all'agricoltura si è votato Bill Thake circa dieci anni fa, quando al fermento di Seattle ha preferito la tranquillità delle campagne lombarde per stare al fianco di sua moglie, italianissima, di Mezzago, per l'appunto. Così, con la cognata Marta Crippa ha fondato un'azienda agricola. Nulla di particolarmente audace, viene da pensare. Ma Bill e Marta, desiderosi di sperimentare, hanno scelto di intraprendere una strada piuttosto insolita, innovativa per l'Italia, specializzandosi nella produzione di microgreens. L'idea, non a caso, è arrivata dall'altra parte dell'oceano: un consiglio di zia Caroline direttamente da Seattle. Ecco com'è nata la prima start up italiana per la coltivazione di micrortaggi, che sulle tavole americane sono conosciuti dagli anni Ottanta. Piccole piantine cresciute in vaschetta che regalano prodotti mignon, dalla senape alla barbabietola, dal lino al crescione, dai piselli al basilico, alla rucola (in sperimentazione c'è anche il mais da pop corn, dolce con retrogusto di liquirizia), coltivati in poco spazio e particolarmente adatti per l'agricoltura urbana. Questo non significa che il risultato sia meno degno di nota.

 

Micrortaggi. Qualità e vantaggi

Anzi, la concentrazione di gusto e nutrienti di queste piantine giovanissime, raccolte a pochi giorni dalla germinazione, è molto più elevata (dal 4 al 40% in più, dicono studi americani, e non sono necessari fitofarmaci, grazie ai vantaggi di un ambiente controllato). Lo stesso può dirsi del profumo, molto intenso. E poi – che non guasta – le piantine sono anche piacevoli alla vista, ideali per completare un piatto. A Mezzago, lo spazio per questa coltivazione di microgreens made in Italy è stato messo a disposizione dalla Coop locale, che ha concesso a Bill a Marta un'ala dell'ex distilleria del paese, dismessa da tempo. 50 metri quadrati in tutto, luci a led e micro irrigazione per ben 15 varietà, vendute in vaschetta ancora in zolla; con un pizzico di marketing strategy che fa bene al progetto, come l'invenzione del Mezzago Mix, quattro varietà che promuovono il coraggio di scommettere sull'innovazione di tutta la comunità locale, grande sostenitrice del progetto. La clientela è già trasversale, dai ristoranti di zona ai gruppi di acquisto solidale (ma le vaschette si acquistano anche alla Coop di Mezzago), ma si punta a lanciare - a breve - il commercio online, per intercettare l'interesse crescente dei consumatori italiani.

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I precedenti. I mercati esteri e l'Italia

Mentre nel Nord Europa l'abitudine è già consolidata, soprattutto per assecondare le esigenze delle coltivazioni indoor, in Italia il centro di riferimento è l'Università degli Studi di Bari, dove con la benedizione del Mipaaf si sviluppa la ricerca sui microgreens. Intanto a Mezzago, il nome di riferimento per rintracciare l'azienda di Bill e Marta è PiantaNatura. Con questo marchio si producono non solo micrortaggi, ma anche varietà insolite (nel vicino campo di Cornate d'Adda), difficili da trovare nella grande distribuzione, dalla brassica perenne alla colza, dalle foglie di nasturzio allo yacon, all'assenzio. A Mezzago il progetto ha preso vita circa un anno fa, nel mondo uno degli esperimenti più suggestivi è quello di Growing Underground, che utilizza i passaggi sotterranei dismessi della metropolitana di Londra. Qualcun altro, in Italia, seguirà le orme di Bill e Marta?

 

a cura di Livia Montagnoli

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www.microortaggi.it

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