I vigneti più quotati al mondo? Quelli di Bordeaux e Piemonte. Ma il Malbec cresce di più

17 Gen 2014, 10:36 | a cura di Saverio De Luca
[caption id="attachment_98589" align="alignnone" width=""]fotografia di Vittorio Ubertone[/caption]Dopo le quotazioni italiane di Assoenologi, a dare segnali incoraggianti sul fronte mercato fondiario vitivinicolo, ci pensa il “Global Vineyard Index 2013” dell’agenzia “Knight Frank”con il suo borsino sui valori dei vigneti.
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La superfici vitate più costose? Chiaramente quelle di Bordeaux, con una forbice molto ampia: si va dai 20,5 mila dollari ad ettaro delle zone meno pregiate fino a 2,5 milioni di dollari nelle zone più prestigiose. E pensare che le quotazioni sono comunque in calo: - 4,2% in media l'anno sui primi 6 mesi del 2013. Rimanendo in Francia, molto alte restano le quotazioni della Valle della Loira con valori che vanno da da 100 mila a 400 mila dollari ad ettaro (-2%). Segue l'Italia. In particolare l'indice prende in considerazione il Piemonte (Barolo) che spunta quotazioni tra i 202 mila e 1,2 milioni di dollari, e la Toscana (Chianti, Brunello di Montalcino) con una forbice che va da 35 e 200 mila dollari e una crescita del 20%. Oltreoceano, le quotazioni top le raggiungono i vigneti della Napa Valley, dai 135 mila ai 588 mila dollari ad ettaro e un incremento del 14,7%. Ma a crescere di più sono, con valori decisamente più modesti, le quotazioni del Mendoza: +25% con valori compresi tra 30 e 100 mila dollari. Crescono anche Nuova Zelanda (+15,4% e fino a 170 mila dollari per la zona di Hawkeys Bay), Cile (+15% e fino a 70 mila dollari per la zona di Colchagua Valley) e Australia (+7,7% e fino a 80 mila dollari per Barossa). Ma chi tra questi attira di più gli investitori stranieri? Secondo lo stesso borsino a registrare un interesse maggiore fuori confine sono Bordeaux, Valle della Loira, Chianti e Mendoza che contano il 60% degli investitori domestici e il 40% di “foreign”. La Cina - con la Xingjang Valley - è, invece, l'unica zona, tra quelle analizzate, in cui gli investimenti sono al 100% interni.

a cura di Loredana Sottile

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