The cutting board for Amatrice, l'hanno ribattezzato in inglese i suoi inventori, Daniele Baglioni e Diego Savalli. Cos'è? Un tagliere circolare in legno, inciso a laser per indicare ingredienti e quantità per l'amatriciana perfetta a chi voglia cimentarsi con il piatto simbolo di Amatrice. E aiutare la ricostruzione.  

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Obiettivo ricostruire

24 agosto 2016. L’orologio segna le 3.36 quando Amatrice è bruscamente svegliata da una scossa fortissima. Magnitudo 6.0 sulla scala Ricther. Come la cittadina circondata dalla quiete dei Monti della Laga, anche tanti altri centri abitati dell’Italia Centrale al confine tra Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche continuano a pagare lo scotto di quella notte, e i terremoti delle settimane successive. È passato quasi un anno da quel giorno, le difficoltà non sono mai mancate, la ricostruzione arranca. Ma i segnali di speranza alleviano l’attesa che un giorno, non troppo lontano, tutto possa ricominciare a girare per il verso giusto, pur nell’impossibilità di rimuovere il ricordo di una tragedia. Ci si muove a piccoli passi, dicevamo, con l’aiuto di tutti. Da una settimana sono operativi i primi ristoranti del villaggio del cibo Amate Amatrice, mentre le iniziative di solidarietà continuano a imperversare nella Penisola. E ognuno può dare il suo contributo, come dimostra la storia di Daniele Baglioni e Diego Savalli, due creativi romani che insieme hanno concretizzato un’idea, ispirati dal piatto che, suo malgrado, è diventato il simbolo del sisma: la pasta all’amatriciana.

Se è vero che il valore aggiunto di una tavola imbandita è quello di mettere tutti d’accordo, favorendo lo scambio e la condivisione, e scacciando per un po’ i brutti pensieri, l’amatriciana celebrata in tutti i ristoranti della zona prima del terremoto si è vestita nell’ultimo anno da musa di solidarietà ed emblema di una comunità molto legata alla tradizione rurale e ai prodotti del suo territorio.

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Il tagliere per l’amatriciana

E allora perché non approfittare per divulgare la ricetta autentica (che, come sempre al cospetto dei piatti nazional popolari, infiamma dibattiti accesissimi) in modo originale, pratico, simpatico e solidale? La risposta si chiama The cutting board for Amatrice: un oggetto di design a primo impatto, un tagliere per non dimenticare Amatrice nelle intenzioni di chi l’ha creato. In legno, di forma circolare, 27 centimetri di diametro, bello da collezionare e utilizzare, il tagliere dei due creativi romani nasconde una particolarità: la ricetta dell’amatriciana incisa in modo figurato, con ingredienti – guanciale, san Marzano, pecorino, peperoncino, pasta – e quantità corrette per realizzarla; per ogni ingrediente una porzione di tagliere da ricalcare. Il ricavato delle vendite, online sul sito del progetto, è devoluto in beneficenza per la ricostruzione di Amatrice, e dal 15 giugno, quando l’idea è stata lanciata allo IED di Roma, le richieste hanno già raggiunto quota 300, “un bel traguardo per un oggetto artigianale, considerando pure le tante email di supporto ricevute”, racconta Daniele. Il Comune di Amatrice, intanto, ha concesso il patrocinio all’iniziativa, e beneficerà direttamente degli incassi. Venduto in confezione regalo, il tagliere si acquista a 29 euro (con le spese di spedizione, in Italia, si arriva a 37). Il formato più giusto per gustare una buona amatriciana, a detta dei ragazzi, è lo spaghetto. Siamo tutti d’accordo?

www.thecuttingboardforamatrice.com

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a cura di Livia Montagnoli