Il caso del distributore automatico in macelleria. Consuetudine in Germania, arriva il primo a Parigi. E l'Italia?

15 Feb 2016, 15:36 | a cura di Livia Montagnoli

Carne fresca a tutte le ore, anche la domenica. Così un macellaio parigino ha pensato di accontentare i propri clienti, che ora possono acquistare un'entrecote a notte fonda o comprare del carpaccio la domenica mattina. E l'idea è già molto diffusa in Germania. 

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La prima “macelleria automatica” di Parigi

Costata di manzo, costine di maiale per due, salsicce e carpaccio di manzo con scaglie di parmigiano. Sono solo alcune delle proposte del distributore automatico che da qualche settimana catalizza l'attenzione su rue de Charonne, XI arrondissement di Parigi. È qui, al civico 120, che si incontra la macelleria basca Ami Txulette, un'attività di quartiere come tante improvvisamente salita agli onori della cronaca per la curiosa iniziativa di Florence Pouzol, proprietario “illuminato” del negozio. L'idea? Sostituire merendine e bibite gassate con carne fresca e piatti pronti preparati in bottega, adattando un comune distributore automatico – di quelli solitamente associati a patatine in busta e junk food vario – alle esigenze di una macelleria che vuole viziare i suoi clienti anche quando la saracinesca è abbassata. E così il distributore refrigerato sarà in funzione 24 ore su 24, anche la domenica: al macellaio il compito di rifornirlo costantemente con prosciutto di Bayonne e cordon bleu artigianali, pancetta, uova e quant'altro si possa desiderare dal proprio negoziante di fiducia. In città l'iniziativa arriva come un fulmine a ciel sereno – Florence è il primo a sperimentarla e le polemiche non sono mancate, come riporta Le Parisienne – ma la Francia non è nuova all'idea della “macelleria automatica” (se ne contano quattro in altrettante località di provincia) e in Germania – dove già un paio d'anni fa i giornali locali registravano un boom di distributori automatici dedicati al fresco per valorizzare le produzioni locali, dal latte alle uova, alla carne per la griglia - la pratica è molto diffusa.

Il distributore automatico di prodotti freschi. Vizi e virtù

Eppure il sistema continua a incontrare la resistenza di chi teme una lenta sostituzione delle macchine alla figura del banconista, ultimo baluardo di un costume culturale che fa della spesa quotidiana un momento di socializzazione e contatto umano importante, reso sempre più precario dai ritmi sostenuti di una città moderna. Dal canto suo, la macelleria parigina ha scelto di intraprendere questa strada per garantire un servizio più efficace e – perché no – implementare i guadagni, seguendo l'esempio delle realtà francesi che già hanno sperimentato il distributore, incrementando notevolmente i ricavi. E i fatti sembrano dar ragione al signor Florence: contanti o carta di credito alla mano, tanti parigini dell'XI arrondissement sono già in fila per assicurarsi un'entrecote a tarda notte. Per non parlare della possibilità di rifornirsi dal proprio macellaio di fiducia la domenica mattina, per la gioia di chi improvvisa un pranzo in famiglia dell'ultim'ora.

E l'Italia?

E in Italia? Il caso più celebre, risalente all'estate del 2014, è quello di Cesare De Stefani, macellaio di Santo Stefano Valdobbiadene, che in tempi non sospetti sperimentava la provocazione della “Becheria senza becher”, la salumeria senza macellaio, con un distributore automatico tra le montagne del trevigiano per approvvigionarsi di carni fresche sottovuoto, polenta e soppresse. Oggi, qualche altro esempio arriva dal Nord di cultura germanica, nella provincia di Bolzano, mentre il resto della Penisola – dove più di frequente si incontrano distributori di latte fresco – sembra essere ancora a digiuno, nonostante la commercializzazione di distributori con caratteristiche tecniche che ben assecondano le esigenze della vendita di prodotti freschi (già da un paio d'anni la Fida ha sviluppato una macchina che risponde a questi requisiti). E sono in tanti a sostenere che il distributore self-service potrebbe favorire il passaggio diretto produttore-consumatore, valorizzando la filiera corta. Qualcuno sposerà la causa?

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