L'Ufficio brevetti europeo (Uami) dà ragione al consorzio toscano riconoscendo l'esclusività del marchio come simbolo della denominazione

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Al Consorzio del Chianti Classico sono stati necessari cinque anni di battaglia legale contro la Federazione francese rugby per ottenere l’esclusività del marchio del Gallo Nero come simbolo della denominazione. La decisione è stata presa dall’Uami, l’ufficio marchi comunitario. Il contenzioso era iniziato nel 2007 quando la Federazione francese di rugby aveva deciso di registrare il proprio marchio, simboleggiato da un gallo, per la produzione e distribuzione di bevande alcoliche. A quel punto si sono mossi i legali del consorzio toscano, il cui marchio è stato registrato nel 1967, e che ogni anno spende 200.000 euro per le azioni a tutela. Immediato è stato quindi il ricorso all’Uami con la richiesta di respingere la domanda dei francesi. Il conseguente appello della Federazione di rugby consentì ai francesi di ottenere la registrazione: secondo l’Uami (che ha sede ad Alicante in Spagna) pur essendo identici i prodotti commercializzati, i due marchi sarebbero stati distinguibili. Nel 2012, il Consorzio del Chianti Classico è ricorso al Tribunale Ue per l’annullamento della decisione di Alicante e oggi è arrivata la comunicazione della decisione definitiva.
Soddisfatto il direttore generale del Consorzio, Giuseppe Liberatore:“Questo pronunciamento potrà essere utilizzato come precedente in tutti i casi di richiesta di registrazione dell’immagine del Gallo nella classe 33, quella delle bevande alcoliche. Per la prima volta un organismo pubblico riconosce ufficialmente la notorietà del Gallo Nero come marchio enologico legato esclusivamente al vino Chianti Classico. Fra le motivazioni apportate anche la riconoscibilità del logo per l’acquirente e il consumatore finale, che proprio grazie a questo simbolo è in grado di individuare e scegliere il prodotto sullo scaffale”.

a cura di Gianluca Atzeni