Il Ministero dell’Agricoltura approva il decreto per la pesca del tonno rosso. Piano di programmazione triennale e più flessibilità

20 Apr 2015, 15:57 | a cura di Livia Montagnoli
I dettagli del decreto saranno resi noti tra qualche giorno, ma è chiara la volontà di favorire l'attività economica dei pescatori italiani, pur tutelando le risorse ittiche nel rispetto di una pesca sostenibile. Favoriti i palangari.
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Solo lo scorso agosto l'Unione Europea si era pronunciata in merito alla regolamentazione della pesca del tonno rosso, disciplinando severamente la cattura di un pesce così pregiato e ricercato, e per questo costantemente a rischio. Allora il Parlamento Ue aveva assegnato a ciascun Paese un certo numero di quote, destinando all'Italia una delle quantità di pescato più basse ammesse nei mari comunitari. Dopo mesi di polemiche e tentativi di proporre a Bruxelles una linea più morbida, comunque nel rispetto di una pesca sostenibile, il Mipaaf – nella figura di Giuseppe Castiglione, Sottosegretario alle politiche agricole, alimentari e forestali, con delega alla pesca – ha firmato il decreto che fissa i parametri per la prossima campagna di pesca del tonno rosso.
La principale novità sta in un piano triennale di programmazione del totale di cattura ammesso dall'ICCAT, l’organismo tecnico­-consultivo che definisce le condizioni per assegnare le quote di cattura delle varie specie ittiche. Questo garantirà una maggiore flessibilità rispetto agli scorsi anni e regole più favorevoli per i palangari, e incontrando così le esigenze di tante realtà di pesca artigianale che operano nei mari italiani. A loro sarà destinata uno quota minima di cinque tonnellate, che potrà essere incrementata fino al 10% in più per ciascuna imbarcazione, coniugando così la volontà di preservare le risorse ittiche con la tutela del reddito dei pescatori. “In un contesto normativo molto rigido e con pochi spazi di manovra – ha dichiarato Castiglione – la nostra attenzione è andata soprattutto alle piccole realtà di pesca scarsamente selettive che hanno bisogno di maggiore flessibilità. Anche i palangari senza quota avranno un margine maggiore per le catture accidentali, grazie ad un significativo aumento della quota non attribuita. Nel decreto particolare attenzione è stata posta alla realtà delle tonnare fisse, non più artigianali, ma con un’ importante rilevanza economica. La relativa quota raggiunge infatti, a partire da quest’anno livelli molto più importanti rispetto al passato tradizionale”. Sancendo così una più equa ripartizione delle quote di tonno rosso che non avvantaggi solo le imbarcazioni già titolari.

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