La provocazione è arrivata dal Guardian, impegnato a ricordare 7 validi motivi per non bere Prosecco. Perché anche se gli inglesi apprezzano molto le bollicine italiane, “il Prosecco fa male ai denti”. Fake news, replica Martina. Il Times prova a rimediare alla gaffe, ironizzando sul campanilismo inglese. 

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7 validi motivi per non bere Prosecco. La provocazione del Guardian

Nell’estate delle polemiche, c’è spazio anche per la curiosa boutade del Guardian (ripresa dal Daily Mail), che negli ultimi giorni ha scatenato la bagarre tra Italia e Gran Bretagna, alimentando un botta e risposta a cavallo della Manica che non ha risparmiato neppure il ministro Maurizio Martina. La pietra dello scandalo è l’articolo che il quotidiano inglese ha diffuso online perorando 7 buoni motivi per smettere di bere Prosecco, specialità vinicola made in Italy particolarmente apprezzata nel regno dei Windsor. “Save your teeth” titolava a caratteri cubitali il Guardian mettendo in guardia gli amanti delle bollicine del Nord Est dal mix di alcol, zucchero e anidride carbonica che “buca i denti, lacera lo smalto e danneggia le gengive”. E così, dopo aver ricordato che solo nel 2016 gli inglesi hanno consumato 40 milioni di litri di Prosecco, Zoe Williams, autrice dell’immotivata invettiva, procedeva con l’elencare le altre buone ragioni per non abbassare la guardia, rivolgendosi in particolar modo alle donne che ci tengono al proprio sorriso. Un insieme di considerazioni volutamente ironico (potete leggerle qui), bisogna ammetterlo, se non fosse che per avvalorare la sua tesi, l’incauta giornalista ha scomodato pure il dottor Mervyn Druian, del London Centre for Cosmetic Dentistry, ammantando il discorso di una pretesa scientificità.

 

Le reazioni. Fake news

Prontissima la risposta del ministro Maurizio Martina, che ha sfoderato un po’ di sano sarcasmo: “Caro Guardian, dì la verità: il Prosecco fa sorridere anche gli inglesi. Stop fake news grazie”. Meno diplomatico Luca Zaia, presidente del Veneto, a cui il consiglio spassionato del quotidiano non è proprio piaciuto, mentre all’ironia ha fatto ricorso pure Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia, nel tentativo di spegnere la polemica: “Credo che dopo la Brexit in Gran Bretagna ci sia bisogno di aiutare i cittadini a tornare a sorridere: assunto a dosi moderate, il nostro prosecco fa miracoli”. Coldiretti invece rubrica l’operazione come “un tentativo maldestro di attaccare strumentalmente un prodotto naturale”, anziché puntare il dito sulle bevande zuccherate e gasate più diffuse. Sta di fatto che l’inconsistenza dell’attacco frontale al Prosecco – mentre il Consorzio di Tutela della Docg Valdobbiadene si consola annunciando le previsioni per una vendemmia che preannuncia un’ottima annata, in barba alla siccità – ha finito per mettere tutti d’accordo. Pure gli inglesi.

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Antisecco. La risposta del Times

A rimediare alla gaffe ci pensa il Times, con l’editoriale titolato Antisecco e una buona dose di quel british humor che non risparmia la stoccata a usi e costumi dei propri connazionali. Ecco allora che denigrare il Prosecco e le altre eccellenze italiane e straniere potrebbe rivelarsi un’arma efficace per prepararsi ad affrontare la Brexit, a sostegno delle aziende di casa propria. Partendo da questo sarcastico assunto il Times sviluppa la sua tesi, chiamando in ballo anche Puccini e Verdi, “che certo non possono competere con Cliff Richard”. E l’alta sartoria milanese o l’arte della pizza, e le bellezze di Venezia, Firenze, Siena e Roma. Persino il genio di Leonardo e Michelangelo. In un tripudio di glorie e prodotti d’eccellenza made in Italy che il Times schernisce facendo il verso al campanilismo britannico, tra le righe di un articolo di lucida e brillante sagacia. Un’elegante strategia per chiudere la vicenda. O dobbiamo aspettarci nuove risposte?

 

a cura di Livia Montagnoli

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