[caption id="attachment_138370" align="alignnone" width=""]un piatto di amatriciana[/caption]

Inaugurazione ufficiale sabato 29 luglio, alle 18. Poi il Villaggio del Food di Amate Amatrice si prepara ad accogliere affezionati clienti e turisti che sentivano la mancanza di un buon piatto di amatriciana. Lo spazio, progettato da Stefano Boeri, è la prima ricostruzione portata a termine nella zona del sisma. C'è ancora molto da fare, ma il traguardo raggiunto fa morale.  

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Amate Amatrice. Missione compiuta

A pochi giorni da Pasqua, il primo pranzo ufficiale alla presenza di istituzioni, autorità e abitanti della cittadina laziale duramente colpita dal terremoto dell’estate 2016, aveva celebrato la nascita di Amate Amatrice, uno spazio nato sulle ceneri dell’Amatrice che fu, con l’idea di recuperare il morale e lo spirito dell’Amatrice che tutti auspicano possa ritrovarsi quanto prima. Certo, in quel fazzoletto di territorio tristemente noto dell’Italia Centrale – dove l’Appenino segna il confine tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo – il ritorno alla normalità è duro a venire, e la scossa di qualche giorno fa (per fortuna solo tanta paura, ma nessun danno di rilievo) non fa che confermare quanto sia difficile lasciarsi alle spalle l’incubo cominciato la notte del 24 agosto dell’anno scorso. Però le attività a sostegno della popolazione non si sono mai fermate, e il villaggio del cibo finanziato con i fondi raccolti grazie all’iniziativa Un aiuto subito, promossa da Corriere della Sera e Tg La 7 attraverso Banca Prossima e Tim, è il primo dei progetti di speranza che può dirsi compiuto. Secondo i piani, ambiziosi, e nel rispetto dei tempi previsti. Le prime tracce del lavoro congiunto di progettazione dello studio di Stefano Boeri e di realizzazione delle strutture antisismiche in legno di Innova Fvg, Legno Fvg e Domus Gaia si erano rivelate già lo scorso dicembre, in occasione della presentazione alla stampa dell’area. Poi, dal 1 maggio, entrava in funzione la mensa progettata come centro di aggregazione e ricovero per gli studenti delle scuole locali. In attesa che il resto del villaggio si animasse con la ristorazione delle insegne storiche di Amatrice, costrette a chiudere battenti dopo il sisma.

work in progress al villaggio del cibo di Amatrice

I ristoranti del Villaggio

Tra loro anche il celebre Hotel Ristorante Roma, tavola ben nota agli amanti dell’amatriciana, e nell’ultimo anno simbolo della devastazione che ha colpito il centro del paese: l’edificio ha condiviso la sorte di gran parte delle strutture circostanti, sbriciolandosi in un cumulo di macerie. Tra pochi giorni, però, la famiglia Bucci, titolare dell’attività, si prepara a riaccendere i fuochi, nello spazio che gli è stato assegnato intorno alla grande piazza all’aperto di Amate Amatrice. Sabato 29 luglio, a partire dalle 18, il Villaggio del Food al completo spalanca le porte al pubblico, che tutti auspicano sarà numeroso nelle prossime settimane estive. All’inaugurazione dello spazio, ancora una volta, prenderanno parte il sindaco Pirozzi, e poi Luciano Fontana ed Enrico Mentana, oltre a Vasco Errani e Fabrizio Curcio, e all’architetto Stefano Boeri. Nelle otto strutture in legno, con pareti vetrate affacciate sui Monti della Laga, hanno trovato spazio un bar e sette ristoranti, che per la prima volta dopo il sisma si ritrovano riuniti per celebrare l’eccellenza gastronomica del territorio. L’auspicio è quello di tenere alto il morale di una comunità che ha continuato a lottare con forza, restituendo un lavoro a tante famiglie che l’hanno perso. I fondi raccolti, nel frattempo, hanno superato gli otto milioni di euro, ma il villaggio realizzato con materiali e tecniche innovative è una dimostrazione tangibile di come si possa lavorare in tempi rapidi, contenendo i costi, ma con qualità, e nel rispetto degli standard di sicurezza. Molto del merito va a quella filiera del legno che il Friuli Venezia Giulia ha perfezionato in decenni di ricerca che sono seguiti al sisma del 1976.

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Ora la palla passa ai ristoratori, impegnati con gli ultimi preparativi prima di rimettersi in gioco: al villaggio le attività resteranno aperte fino a tarda notte, per accogliere turisti e clienti che, numerosi, chiamano da tempo per sapere della riapertura, prenotare un tavolo, assicurarsi un ottimo piatto di pasta all’amatriciana. All’appello ci sarà anche Daniele Bonanni, chef e titolare di Ma-Tru, che negli ultimi mesi è stato il più battagliero tra i ristoratori a cui il sisma ha portato via tutto, e la sua celeberrima amatriciana l’ha portata in giro in lungo e in largo per l’Italia, a bordo del food truck acquistato dopo il terremoto. Ora è pronto a convergere al villaggio del food, ma non smette di sensibilizzare l’opinione pubblica sui ritardi di una ricostruzione che solo adesso comincia a lavorare sullo smaltimento delle macerie private. La strada è ancora lunga, e Amatrice ha bisogno del sostegno di tutti.  

 

a cura di Livia Montagnoli