In Italia calano gli acquisti alimentari e le cene in ristorante, l'allarme della CIA che elabora e commenta i dati Istat. Ecco i numeri

27 Nov 2013, 14:34 | a cura di Saverio De Luca
Il trend è costantemente negativo, gli italiani sono sempre più orientati al massimo risparmio. Il flusso degli acquisti alimentari sta migrando verso gli hard discount, vanno a ruba promozioni, sconti e 'pacchi convenienza'. Ma in cucina si recuperano gli avanzi.
Pubblicità

La situazione economica non è certo rosea. Aumentano le tasse e calano gli acquisti. E gli italiani corrono ai ripari, o, piuttosto, negli hard discount. È questa la fotografia che la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, ha scattato sulla base delle ultime rilevazioni Istat riguardo l'andamento dei consumi e degli aspetti della vita quotidiana del primo semestre 2013. I numeri parlano chiaro: i consumi sono in calo di un ulteriore 4%. Gli acquisti per il cibo negli ultimi cinque anni hanno perso costantemente 'pezzi', lasciando per strada in media 2,5 miliardi di euro l’anno. I problemi del Paese hanno costretto gli italiani a rivedere il budget destinato all’alimentazione, che oggi ammonta a 117 miliardi di euro complessivi, ovvero il 9,6% in meno dal 2008. Stando alle rilevazioni CIA, per risparmiare, il 65% delle famiglie compara i prezzi con molta più attenzione, mentre il 53% gira più di un negozio alla costante ricerca di sconti, promozioni e offerte speciali. Le grandi confezioni o “formati convenienza” sono invece la scelta del 42% delle famiglie intervistate.
A fare le spese di questa situazione sono anche i grandi brand, il 32% li abbandona per marche sconosciute, private label e prodotti di primo prezzo. Si torna a casa, quindi, e alle vecchie abitudini ormai dimenticate dei nonni. Non si butta niente, o il meno possibile. Lo fa una famiglia su quattro (24%) che ricomincia a fare cucina di recupero con gli avanzi del giorno prima. Poi ci sono le scelte drastiche del 16% delle famiglie che rinunciano del tutto a pranzi e cene fuori dalle mura domestiche, addio quindi a ristoranti, trattorie e tavole calde, ma anche a fast-food e pizzerie.
Si torna, quindi, a 'fare economia' e si imposta la cucina casalinga per ridurre al minimo gli sprechi, aumenta l'ingegno per recuperare gli avanzi, si rispolverano antiche ricette come la frittata di maccheroni, ma si va a intaccare un segmento trainante per l'economia italiana come quello agroalimentare ed enogastronomico, fiore all'occhiello dell'Italia all'estero, ma in grave pericolo per quanto riguarda l'Italia.

cross linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram
X
X