A soli 21 anni Rafael Nistor è diventato una star di Tik Tok grazie ai suoi video di ricette flash, che mixano spunti utili e intrattenimento visivo. Gli abbiamo chiesto come si è imbarcato in questo progetto e cosa ha in programma per il futuro.
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Un minuto per tagliare, assemblare, cuocere e impiattare. Incredibile, ma vero: le videoricette firmate dal milanese Rafael Nistor durano il tempo di un filmato su Tik Tok e includono tutti gli step fondamentali per preparare squisitezze homemade dall’aspetto scenografico. Non sorprende, quindi, che il giovane chef ventunenne abbia già collezionato 1,5 milioni di followers sulla piattaforma social popolata dai filmmaker in erba (ma anche da diversi chef, come vi abbiamo raccontato qui), lanciando un format unico per contenuti e potenzialità di crescita. Il suo segreto? Mostrare al pubblico la realizzazione di piatti golosi e creativi senza dilungarsi in spiegazioni noiose; i tutorial più strutturati, infatti, spesso ci scoraggiano in partenza ad accendere i fornelli, perché “oggi è tutto smart, le persone non vogliono perdere ore intere dietro una ricetta“. Un approccio alla velocità che non è quello raffazzonato di Chef Ruffi però. Ma andiamo a conoscerlo meglio.

Rafael Nistor, chef che spopola su tik Tok

Rafael, raccontaci dove hai imparato a cucinare…

Non sono mai stato particolarmente interessato ai libri, quindi i miei genitori, volendo che proseguissi gli studi, mi hanno consigliato di frequentare un istituto alberghiero. Confesso che all’inizio ero scettico e dopo un anno avrei voluto cambiare indirizzo, ma per fortuna sono rimasto.

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Quindi alla fine anche tu devi ringraziare la scuola…

Sì. Grazie a questa scuola ho fatto esperienza in alcuni ristoranti milanesi, prima come stagista all’interno di due hotel 5 stelle e poi come apprendista nella brigata di una trattoria; lì mi sono appassionato davvero alla cucina, lavorando in squadra e sentendo crescere giorno per giorno il senso di responsabilità.

E dopo l’apprendistato?

Terminati gli studi, la scuola mi ha messo in contatto con un ristorante che faceva cucina mediterranea di un certo livello, quella che oggi tutti definiscono gourmet. Lì ho conosciuto lo chef Luca di Martino: ai fornelli eravamo solo io e lui, cambiavamo il menu ogni tre mesi e ovviamente dovevo occuparmi di tutte le fasi di preparazione del cibo, dal lavaggio delle verdure alla rifinitura del piatto. Abbiamo trascorso insieme un anno e mezzo piuttosto intenso, in cui sono cresciuto tantissimo e ho capito quanto quel tipo di ristorazione mi piacesse. Luca mi ha fatto calare nel ruolo di uno chef a tutto tondo e devo dire che da quel momento in poi non ho più smesso di sperimentare. Così è scattata la scintilla.

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Torta- tiramisù di Rafael Nistor

Poi sei approdato su Tik Tok, il social media dei giovanissimi…

Dopo aver concluso l’esperienza nel ristorante ho scaricato l’applicazione sul mio telefono per puro caso. All’inizio facevo qualche video divertente, non di cucina, per sondare il campo e capire cosa piacesse alle persone. Poi ho realizzato che quasi nessuno postava delle ricette e, dato che nel tempo libero continuavo a cucinare per passione, mi è venuta l’idea di filmare il procedimento delle mie. Ovviamente la difficoltà maggiore di Tik Tok consiste nel produrre un contenuto molto breve: il mio mantra, quando metto in sequenza le varie fasi di realizzazione del piatto, è “ogni passaggio, una parola”. Nel corso del tempo ho imparato a sintetizzare il tutto e a montare le riprese con un’app di Facebook, ma non mi aspettavo assolutamente un successo così grande.

Quando hai iniziato a veder crescere le interazioni del pubblico?

Già dal primo video, che ha ottenuto un boom di visualizzazioni, ho intuito che valeva la pena di scommettere su questa strategia per portare la mia idea di cucina sui social. Il bello è che non ho pianificato proprio nulla, sono andato avanti per tentativi. Quando i numeri sono aumentati a dismisura ho aperto anche un profilo Instagram, in cui alterno foto e video: le prime sono fondamentali per dare al pubblico un piccolo assaggio del piatto finito.

Secondo te, perché così tante persone seguono il tuo profilo?

Perché riesco a raccontare una ricetta di media difficoltà in 60 secondi, attraverso video divertenti e interattivi. Un esempio? Spesso lascio un po’ di spazio alla scena finale in cui assaggio ciò che ho preparato, e chi guarda il filmato capisce che dietro al cibo c’è una persona reale. Ho sempre notato che su Youtube e Facebook le videoricette durano almeno 15 minuti: è troppo. Pensiamo a chi deve fare una carbonara e si ritrova a guardare per 5-6 minuti la spiegazione della rosolatura del guanciale. Nel mio piccolo, ho provato a semplificare i passaggi più complessi per trasformare la cucina in pillole di intrattenimento.

Risotto zuca e amaretti di Rafael Nistor

Cosa ami cucinare per te stesso?

Adoro preparare e mangiare risotti. Quando lavoravo al ristorante e arrivava una comanda di questo tipo, me ne occupavo sempre io. È uno di quei piatti che mi lasciano una soddisfazione incredibile dopo averli cucinati, perché il risultato crea un gioco di contrasti molto interessante. Lo intendo così: chicco integro e ben al dente, mantecatura equilibrata per dare cremosità, attenzione ai tempi di servizio per non farlo rapprendere troppo. Se non si ha esperienza, è facile asciugarlo o renderlo acquoso. Confesso che mi piacerebbe molto mangiare nel ristorante di uno chef (mi viene in mente Cracco, ma ce ne sono tanti altri) il risotto alla milanese con l’ossobuco, perché fino ad ora ho assaggiato solo quello preparato da me. Mi manca la parte del confronto con gli esperti del settore.

A proposito: quale tipo di ristorazione ti interessa di più?

Il mio approccio segue la cucina mediterranea, ma sono particolarmente attratto dai piatti tipici asiatici. In futuro vorrei viaggiare di più per scoprire culture e tradizioni gastronomiche diverse dalla mia, perché ovviamente non mi sento ancora abbastanza formato e ampliare gli orizzonti è sempre utile. Sicuramente continuerò a dedicarmi ai social, che oggi rappresentano il mio impegno principale, ma in contemporanea cercherò di fare esperienza nelle cucine di altri ristoranti: ancora non posso definirmi uno chef.

Nei tuoi programmi, quindi, c’è anche l’idea di tornare a lavorare in cucina?

Si, perché l’ho sempre fatto. I primi tempi in cui ho installato Tik Tok mi dedicavo ai video la mattina e passavo la sera al ristorante. Attualmente, purtroppo, non lavoro, perché a causa del lockdown questo settore è in crisi, ma a casa continuo a creare piatti nuovi. Quindi il primo obiettivo sarà quello di entrare in una brigata; poi, per il futuro, ho tantissime idee: scrivere un libro in cui racconto la mia storia e aprire un locale tutto mio. Ma c’è tempo: ho solo 21 anni.

Per guardare le ricette di Rafael: Tik Tok Rafael.nistor

Pagina Instagram

a cura di Lucia Facchini