Un polo tecnologico all'avanguardia che trasformi Milano, e l'Italia, nel leader riconosciuto della ricerca sulla genomica e i big data. Sviluppando anche l'eredità di Expo su nutrizione e sostenibilità alimentare. Per un nuovo Umanesimo dei giorni nostri. 

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Expo dopo Expo. Come sarà?

150 milioni di euro all’anno per i prossimi 10 anni. Questa la cifra che il governo mette a disposizione per finanziare il progetto “ambizioso e organico” che dimostrerà al mondo quanto “l’Italia può essere facile e bella”. Con queste parole Matteo Renzi fa il punto sugli ultimi sei mesi di Expo, complimentandosi per la scommessa vinta e rilanciando alto per il futuro di ciò che resta il giorno dopo: niente più code chilometriche sotto il sole d’estate, né folle di visitatori lungo il Decumano, ma 110 ettari da ripensare alle porte della città, regalando a Milano un progetto all’altezza dei progressi compiuti nell’ultimo anno.

Davanti alla platea del Teatro Grassi – dopo i ringraziamenti di rito a dirigenti, funzionari e città tutta – il Presidente del Consiglio disegna un futuro da superpotenza culturale, come gli piace definire la sua Italia. E introduce Italia 2040, un polo leader nelle tecnologie per l’essere umano che prenderà il posto di Expo, raccogliendone l’eredità. Come? Sviluppando – con l’aiuto di università, imprese private, investitori internazionali e istituzioni – tre assi di ricerca perfettibili che definiscono le linee guida di un nuovo “Umanesimo”: salute, nutrizione e sostenibilità. Un progetto interdisciplinare e integrato che sfrutti il vantaggio competitivo dell’Italia e collochi al centro della ricerca l’uomo e il suo benessere.

Linee guida per un nuovo Umanesimo

Cosa dobbiamo aspettarci? La prima idea, suscettibile di modifiche e suggerimenti ben accetti, è quella di realizzare un centro di livello mondiale per la genomica e i big data, che sviluppi la ricerca sul cancro, sulla neurodegenerazione, la nutrizione, l’impatto ambientale. E attiri in prima battuta 1600 ricercatori italiani e internazionali. Partendo da sei laboratori iniziali, tra cui spicca quello intitolato a Cibo e Nutrizione, che più di tutti gli altri concretizza i sei mesi di Expo.

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Così l’area di Rho potrà diventare centro all’avanguardia, ma anche incubatore di start up per il turismo, e rilanciare l’immagine di Milano come capitale scientifica e culturale. Per ora si tratta di speranze, desideri, progetti embrionali.

Ma dietro alla chiamata alle armi di Matteo Renzi sembra esserci una volontà concreta. Tanto che già venerdì se ne discuterà in Consiglio dei Ministri, per definire il ruolo del Governo nel progetto. Intanto c’è un partner certo, l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, diretta dal fisico Roberto Cingolani. E tra i nomi dell’industria alimentare già interessati al progetto ci sarebbero anche Ferrero e Barilla. La strada da percorrere è lunga.