Cinquecentomila euro di ammenda al portale web che riunisce ormai 200 milioni di recensioni sulle attrazioni di tutto il mondo, ma troppo spesso è terreno fertile per strategie di concorrenza scorretta ben protette dall'anonimato. False recensioni che proliferano e danneggiano seriamente il giro d'affari di ristoranti e alberghi, ma soprattutto traggono in inganno il consumatore. E allora non è meglio acquistare una buona guida che indirizzi verso le esperienze più meritevoli?
Pubblicità

L’UNIVERSO TRIPADVISOR
E si torna sempre allo stesso punto. Difficile stabilire in che misura Tripadvisor possa davvero essere considerato uno strumento autentico e veritiero per gli utenti e quanto invece danneggi gli esercenti diffondendo giudizi falsi o male argomentati. Che peraltro, in balia del parere soggettivo, finiscono per indebolire proprio il presunto beneficio di un mezzo a diffusione nazional popolare (su scala globale): l’utilità dell’opinione democratica.
Come se non bastasse, sono troppi gli scandali che coinvolgono periodicamente il portale che può contare 200 milioni di recensioni distribuite su oltre tre milioni e mezzo di attrazioni nel mondo, che si tratti di ristoranti, alberghi, siti d’interesse storico o artistico, luoghi di divertimento. E ancora di più i giudizi palesemente inconsistenti o eccessivamente rancorosi, tra piatti mai entrati in carta, menu incompresi e ancora una volta troppa soggettività nel definire il giusto rapporto qualità/prezzo.
A rimetterci sono anche tutti quei ristoratori presi di mira dalla concorrenza – che si avvale del potentissimo mezzo web per gettare discredito in forma anonima – mentre gli utenti che si affidano a Tripadvisor sono in crescita costante.

INTERVIENE L’ANTITRUST
Con gli animi già surriscaldati, suscita clamore la decisione dell’Antitrust, che ha multato il portale online per pratica commerciale scorretta, comminando una sanzione pecuniaria di 500mila euro; questo (si legge nella motivazione) per la discrepanza tra i claim commerciali del portale – che assicurano l’autenticità delle recensioni – e la realtà dei fatti. Insomma, un raggiro ai danni del consumatore.
Dal canto suo Tripadvisor annuncia il ricorso: “Combattiamo le frodi con forza, abbiamo team e sistemi sofisticati per individuarle e mettiamo in atto forti penalizzazioni”. Già nel 2012 la Gran Bretagna aveva imposto al colosso web di eliminare dalla descrizione dei propri servizi ogni richiamo alla totale genuinità dei giudizi, per evitare di affermare il falso, cioè che tutte le recensioni fossero frutto dell’opinione di viaggiatori in carne e ossa. Mentre la Federalberghi, tramite il presidente Alessandro Nucara, propone di adottare un semplice correttivo: autorizzare la pubblicazione del commento solo dopo aver visionato la ricevuta di pagamento per la cena consumata o la notte trascorsa in hotel. Ma la soluzione da una parte renderebbe la piattaforma eccessivamente macchinosa e dall’altra non eliminerebbe del tutto le possibili frodi: un conto regolarmente pagato può valer bene una pubblica stroncatura immeritata contro un temibile concorrente.

A QUESTO PUNTO MEGLIO LE GUIDE SPECIALIZZATE…
Nel dubbio, e in attesa che Tripadvisor diventi uno strumento veritiero (succederà mai?), sempre meglio affidarsi alle guide specializzate, che non mentono mai (o, meglio, mentono molto di meno) e possono contare su palati e giudizi esperti. Con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano, segnalandone l’eccellenza. E fornire al lettore tutti gli strumenti per un’esperienza consapevole il più distante possibile da facili strumentalizzazioni.

Pubblicità