Italia, Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera. Custodi di una tecnica agricola che ha influenzato le produzioni e il paesaggio. E che consente di prevenire il rischio idrogeologico. 

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Le antiche pratiche rurali

Secondo riconoscimento Unesco per una pratica agricola e rurale. Dopo quella della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, ottenuta nel 2014, arriva il via libera per la pratica rurale dell’arte dei muretti a secco. Quello sancito a Port Louis (Mauritius) e all’unanimità dai 24 Stati membri è un ingresso nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità che non interessa soltanto l’Italia, dove i muretti a secco sono presenti da nord (Carso, Soave, Cinque Terre, ad esempio) all’estremo sud (Pantelleria, Salento, Campania), e non soltanto la viticoltura. La pratica, infatti, come sancito nel riconoscimento dell’organismo delle Nazioni unite, è appartenente anche a Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera, in diversi comparti agricoli.

Sui nove elementi italiani riconosciuti dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità, ben quattro appartengono al patrimonio rurale e agroalimentare: nel 2010, la Dieta Mediterranea è stata iscritta come primo elemento culturale al mondo a carattere alimentare nella lista Unesco; nel 2014, è arrivato il riconoscimento della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, primo elemento culturale al mondo di carattere agricolo nell’Unesco; nel 2017, è stata la volta dell’Arte del pizzaiuolo napoletano.

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La candidatura della pratica rurale dell’arte dei muretti a secco è stata portata avanti dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, in sinergia con il Maeci e con la Commissione nazionale Unesco.”Ancora una volta” ha commentato il ministro per le Politiche agricole, Gian Marco Centinaio i valori dell’agricoltura sono riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli. I nostri prodotti agroalimentari, i nostri paesaggi, le nostre tradizioni e il nostro saper fare sono elementi caratterizzanti della nostra storia e della nostra cultura.

 

I muretti a secco

La tecnica del muretto a secco dà origine a costruzioni con pietre posate una sull’altra senza l’utilizzo di altri materiali, ad eccezione della terra. La stabilità di queste strutture è assicurata dal posizionamento dei sassi. In tutta Europa sono numerosi i paesaggi caratterizzati da queste costruzioni, che hanno influenzato modalità di agricoltura e allevamento. Inoltre, come ricorda la Coldiretti, svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle frane, delle inondazioni e delle valanghe e nella lotta all’erosione e alla desertificazione, aumentando la biodiversità e creando condizioni microclimatiche adeguate per l’agricoltura.

 

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a cura di Gianluca Atzeni