L’extravergine aiuta a prevenire il cancro della vescica: una ricerca condotta sulla cultivar itrana premia la qualità dell’olio prodotto in provincia di Latina

23 Giu 2014, 13:24 | a cura di Livia Montagnoli
È l’alto quantitativo di polifenoli, in sinergia con un corretto processo produttivo, a determinare il potere nutraceutico dell’olio Evo da cultivar Itrana. Nutrition and Cancer ne rivela le qualità antineoplastiche.
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Una Dop che è arrivata solo nel 2011 a confermare l’alto valore qualitativo dell’olio extravergine d’oliva monovarietale da cultivaritrana (meglio conosciuta come oliva da tavola, la famosa Oliva di Gaeta), vanto della provincia di Latina, dove ogni anno si producono oltre 4 milioni e mezzo di olio extravergine di pregio. Un prodotto dal profumo intenso e dal gusto equilibrato che si caratterizza per l’alto numero di polifenoli. E proprio i polifenoli, secondo gli esiti della ricerca restituiti dalla rivista scientifica Nutrition and Cancersarebbero in grado di agire in funzione antineoplastica sul cancro della vescica, inibendo la rigenerazione delle cellule tumorali.
I composti polifenolici contenuti nell’olio extravergine d’oliva, infatti, variano in funzione di numerosi fattori, a cominciare dalla cultivar, ma anche in base al grado di maturazione dell’oliva e a fattori agronomici e tecnologici utilizzati nel processo produttivo. E così si ritorna all’alto quantitativo di polifenoli contenuti nell’itrana e al positivo rapporto con il territorio, che fornisce una materia prima di qualità, dall’alto potere nutraceutico: “Abbiamo concentrato la nostra attenzione” spiega il professor Eugenio Lendaro, del Dipartimento di Scienze e Biotecnologie Medico-Chirurgiche del Polo pontino dell’Università La Sapienza di Roma “sulle proprietà anti migratorie ed anti invasive della frazione polifenolica estratta dall’EVO, prodotto nella provincia di Latina dal cultivar Olea europea L. var. Itrana. I modelli cellulari usati per dimostrare le potenzialità di tale miscela sono due linee cellulari di carcinoma della vescica umana particolarmente aggressive”. Così si è avuta conferma del potere inibitorio sull’attività cellulare (ma solo nelle cellule tumorali) dell’estratto da itrana, a condizione che l’olio non abbia raggiunto una maturazione eccessiva e abbia preservato le sue qualità organolettiche.
Un motivo in più per scegliere oli giovani, di altissima qualità, prodotti da una filiera corta e conservati in modo opportuno. E una bella soddisfazione per gli enti, le associazioni e le istituzioni che hanno sostenuto il rilancio di una realtà gastronomica d’eccellenza.

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