Conto alla rovescia per l’inizio dei Giochi Olimpici che dal 5 agosto punteranno l’attenzione del mondo sul Brasile. Per gli atleti di Casa Italia arriverà Davide Oldani, che potrà contare su molte eccellenze made in Italy. A cominciare dalla pasta. Alle Paralimpiadi Chef Rubio protagonista.

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Dall’etica allo sport. L’Italia del cibo alle Olimpiadi

Il precedente non può che essere di buon auspicio. Nel 2012, quando i Giochi Olimpici si tennero a Londra, lo chef di Casa Italia era Massimo Bottura, che proprio in quei giorni cominciava a riflettere sulla possibilità di sfruttare la visibilità planetaria delle Olimpiadi per lanciare un messaggio di speranza al mondo. Tra qualche giorno quell’idea maturata insieme al collega David Hertz si concretizzerà nel RefettoRio della favela di Lapa. Non meno blasonata, però, sarà la compagine di chef e sponsor della gastronomia made in Italy che seguirà la delegazione di atleti azzurri per sostenerli a tavola durante la trasferta brasiliana.

Quando manca poco più di una settimana alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi 2016 (il 5 agosto) ogni dettaglio relativo alla “formazione” gastronomica di Casa Italia è stato rivelato. Della partecipazione di Davide Oldani, per dir la verità, si parla già da qualche mese, ben prima che lo chef di Cornaredo tornasse sulla cresta dell’onda con la cucina completamente rinnovata del nuovo D’O, alla ricerca di un’emancipazione da quell’etichetta di cucina pop che comincia a andargli un po’ stretta. E sicuramente la presenza a Rio, dove arriverà il 28 luglio per mettersi all’opera, contribuirà a regalargli quella notorietà in più davanti alla comunità internazionale.

Oldani a Rio. Contaminazione e benessere

L’invito del Coni non l’ha lasciato indifferente – anzi si è detto molto emozionato – ed è pronto a presentare al team azzurro “una cucina orizzontale ed etica, che unisca Italia e Brasile” come ha dichiarato a Gazza Golosa, nella speranza di riuscire a coronare il sogno di incontrare Husain Bolt. L’obiettivo è quello di dimostrare che buono e sport possono andare d’accordo, senza dimenticare l’impegno etico: Oldani ha già dato la propria disponibilità per collaborare al servizio del RefettoRio. Intanto perfeziona il piatto simbolo delle Olimpiadi 2016 a Casa Italia: si chiama Ciaolà, una sintesi tra il “ciao” italiano e la “olà” portoghese, alludendo alla contaminazione culturale che caratterizzerà la sua cucina a Rio. Nel piatto quattro colori sgargianti che riproducono la torcia olimpica, quattro salse che raccontano l’eccellenza delle materie prime italiane, dai pomodori datterini allo zafferano in stimmi, dai fiori di borragine al Grana Padano, alla ricotta vaccina. Con l’ausilio di foglie di stevia e caffè.

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Il made in Italy a Rio. Contro l’italian sounding

Ma lo Sport and food ambassador – questo il ruolo di Oldani – degli Azzurri lavorerà molto con i prodotti del territorio, dalla frutta fresca al pesce, alle verdure locali, in abbinamento alle specialità che la brigata porterà con sé dall’Italia. Immancabile la pasta, con ricette inedite ideate in collaborazione con Barilla, fornitore ufficiale del ristorante dell’Italia team con 2700 kg di pasta (classica, integrale o senza glutine) a disposizione per i menu azzurri. Ma tra gli sponsor di Casa Italia ci sarà anche Grana Padano, protagonista sulla tavola dello chef e alleato di Coldiretti in difesa del made in Italy. Contro l’italian sounding Coldiretti e Coni hanno pensato di approfittare della vetrina olimpica promuovendo l’iniziativa #Riomangioitaliano. L’hashtag che già circola sui social network testimonia l’arrivo in Brasile di molte eccellenze dell’agroalimentare tricolore con l’obiettivo di farle scoprire al mondo per contrastare il made in Italy “taroccato” di cui il Brasile è grande produttore. Autentica cucina tricolore dentro e fuori da Casa Italia, dunque. E in abbinamento le bollicine Trentodoc di Cantine Ferrari, partner ufficiale di Casa Italia. Fino al 21 agosto, quando sarà tempo di contare le medaglie conquistate sul campo.

Chef Rubio alle Paralimpiadi. Oltre le barriere

Poi, dal 7 al 18 settembre, a Rio arriveranno gli atleti paralimpici. E con loro, a Casa Italia (che il Cip ha deciso di ricavare in una parrocchia della città, per coinvolgere i ragazzi delle favelas), ci sarà Chef Rubio, cuoco designato per rappresentare la cucina italiana alle Paralimpiadi di Rio 2016. All’insegna di condivisione e aggregazione. Valori importanti a tavola, come nello sport.