Era un tempio per gli amanti del vino, il ristorante fondato nel Greenwich Village da Roy Welland, che oggi ha chiuso i battenti. Così oltre 65mila bottiglie sono finite (e finiranno) all’asta, facendo registrare cifre milionarie. Su un valore complessivo stimato in 15 milioni di dollari, pesano soprattutto i vini dei domaine di Borgogna, ma anche pregiate annate austriache e grandi vini piemontesi.
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Il Cru rappresentava a New York un rifugio per tutti gli amanti del vino di qualità. E non poteva essere altrimenti vista la passione per il mondo enologico che nel 2004 aveva spinto Roy Welland a lanciarsi nella ristorazione, inaugurando nel Greenwich Village un locale unico nel suo genere, che poteva contare su una cantina di 65mila bottiglie raccolte a partire dagli anni Ottanta, acquistate per la maggior parte direttamente dai produttori. L’anno seguente il Cru vinceva il “Wine Spectator Grand Award”.
Quando qualche tempo fa il celebre ristorante è stato costretto a chiudere i battenti (oggi al suo posto c’è un ristorante di ispirazione provenzale) i wine lover della Grande Mela hanno perso un punto di riferimento importante, e Roy Welland ha deciso di mettere all’asta la sua pregiata collezione (nel frattempo salita a 100mila bottiglie), affidandosi alla casa d’aste Wally’s Auctions, che a solo un anno di distanza dall’inizio della sua attività è riuscita ad accaparrarsi un colpo dal valore stimato in 15 milioni di dollari.
Come annunciato lo scorso giugno la prima tranche della collezione (1767 lotti) è stata battuta all’asta a New York nei giorni scorsi – mentre una nuova audizione si svolgerà in autunno inoltrato a Los Angeles – e ha fatto subito registrare cifre da capogiro, per un ricavo complessivo di 6,6 milioni di dollari.
Nell’ambiente Welland è noto per la sua passione per la Borgogna, come per l’interesse per lo Champagne e i vini austriaci e del Piemonte, ma la nutrita cantina include anche bottiglie del Bordeaux e etichette californiane. Non è un caso quindi che le cifre più cospicue siano state spese per aggiudicarsi pregiati domaine borgognoni: i 55 lotti di Domaine Bachelet hanno incassato più di 216mila dollari, mentre hanno raggiunto quota 882.468 dollari i 196 lotti di Domaine G Roumier. Ma anche il vino italiano ha giocato la sua parte, con gli 89 lotti del produttore piemontese Giacomo Conterno battuti al prezzo di 404.400 dollari, superando l’incasso dei 42 lotti di Champagne Krug. Il record da battere è quello dello Chablis di Domaine Francois Raveneau (Les Clos 2002): dodici bottiglie battute a più di 13mila dollari. Non resta che attendere il prossimo appuntamento a Los Angeles.