Beniamino Nespor aveva fondato Al Mercato insieme a Eugenio Roncoroni. Un’impresa di ristorazione che ha contribuito nell'ultimo lustro a incentivare le tante novità che si sono viste a Milano. Martedì scorso si è tolto la vita. 

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La rivoluzione di Al Mercato

L’ultimo caso, l’ultimo di tanti, fu quello di Benoit Violier a gennaio. Chef che decidono di togliersi la vita. Circostanze che sembrano più frequenti in questa professione che altrove.

In questa settimana è successo di nuovo: Beniamino Nespor ha deciso di interrompere la sua vita nella notte tra martedì e mercoledì scorso a Milano. La notizia è stata divulgata solo un paio di giorni dopo, con un necrologio sul Corriere della Sera da parte di parenti e amici. Nespor aveva 34 anni, un figlio piccolo e con l’ex compagno di scuola Eugenio Roncoroni iniziò quella rivoluzione gastronomica che ha fatto la Milano di oggi.  Nespor e Roncoroni sono stati infatti gli ideatori di Al Mercato. Ristorante gourmet da una parte, burger bar di alto profilo (i migliori panini della città, a detta di molti) dall’altra. Una ristorazione spettinata, scanzonata, divertente, totalmente in linea con le migliori esperienze internazionali. 

Adesso ci sembra normale se parliamo di Milano. Si sperimenta, si prova, si osa, si rischia, il pubblico recepisce abbastanza, la qualità viene premiata anche se si cela sotto le sembianze di ragazzi giovanissimi e tatuati. Già. Ma Al Mercato nasce nel 2010, che scritto così sembra ieri, mentre invece è la preistoria. L’Expo era un punto lontano nel tempo e nello spazio, le torri di Porta Nuova ancora un cantiere e il capoluogo lombardo appariva lungi dall’essere il luogo allettante che è oggi. Stesso dicasi per la ristorazione. Lo scenario era completamente diverso e Al Mercato rappresentò uno scossone.

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Un’idea di ristorazione internazionale. E vincente

Allo scossone seguirono scosse di assestamento altrettanto interessanti, forse ingiustamente trascurate, a tutt’oggi da provare, magari per rendere omaggio a Beniamino che le ha inventate. Aprì Al Mercato Noodle Bar, proprio di fronte alla nuova Bocconi. Con riferimenti newyorkesi (nella Grande Mela Nespor visse molti anni) nel senso di David Chang. E poi, tra i Navigli e Porta Genova, Al Mercato Taco Bar. Ancora più interessante. Straordinario spazio all’aperto, mood da movida milanese, ma poi – se scavi – contenuti incredibili e un lavoro strepitoso sulla carne. Tacos, burger, noodle, come fosse un restaurant group di New York: ed effettivamente il lavoro dei ragazzi è andato a colmare delle lacune rendendo più internazionale Milano. 

Nel 2012 Nespor non aveva neppure 30 anni, ma già le idee chiare. Al Mercato era aperto da un anno e mezzo e in un’intervista al Gambero Rosso segnalava come ci fosse ancora enorme spazio per fare ristoranti etnici di qualità (“thai e vietnamiti“) e per ripensare il concetto di ristorante cinese (“un Wagamama ma fatto bene“). Uno spunto da non lasciar cadere nel vuoto, rivolto a imprenditori, ristoratori e chef che sempre di più dovrebbero fare come questo giovane cuoco faceva da sempre: girare il mondo e portare in Italia – declinandole alla maniera italiana – le migliori idee che fluttuano nell’universo della ristorazione. Uno spunto che magari sarà colto proprio da Eugenio Roncoroni, l’amico e il socio: “Ora si recuperano le forze e si va avanti con ancora più motivazione. Beniamino amava questo lavoro più di qualsiasi altra cosa, sarà sempre al mio fianco a capo della brigata con il coltello fra i denti. Io personalmente mi impegnerò per portare avanti le nostre idee con la stessa passione e determinazione di sempre“.

 

a cura di Massimiliano Tonelli

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