Danni ingenti, dichiarazione di inagibilità, chiusura obbligata. Stessa sorte a una cinquantina di chilometri di distanza, uno a Tolentino l'altro a Montemonaco, per La Gattabuia di Andrea Giuseppucci e il Tiglio di Enrico Mazzaroni. Ma dopo la prova del sisma, c'è un tempo per la rinascita: Giuseppucci ospite di Eataly, Mazzaroni con una nuova sfida, in riva al mare. 

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La Gattabuia di Tolentino. Danni e progetti per il futuro

La Gattabuia, l’aveva chiamata, in ricordo dello spazio che un tempo aveva ospitato il carcere di Tolentino, poi rinato a nuova vita come mercato della città, e ristorante gourmet, al secondo piano del complesso. Un’insegna fresca e coraggiosa, soprattutto per la giovane età di Andrea Giuseppucci (all’epoca dell’apertura, nel 2014, appena 22enne), nel cuore dell’entroterra marchigiano. Quel territorio che qualche mese fa ha conosciuto lo strazio del sisma, una, due, tre volte…E il ristorante di Andrea, che ha saputo attestarsi in pochi anni tra gli indirizzi gastronomici più interessanti del Centro Italia (pur tra mille difficoltà, in primis quella di portare a Tolentino un pubblico attento alla sua proposta), non ha retto: a novembre 2016 la chiusura per inagibilità, con danni ingenti soprattutto in magazzino e cantina. Da allora il talento di Andrea (a tal proposito ecco la nostra intervista del 2015) si è messo a disposizione del miglior offerente, che nel caso specifico non è un modo per sottolineare un ridimensionamento delle ambizioni, piuttosto la capacità di reinventarsi altrove, chef itinerante fino a quando il progetto Gattabuia potrà rinascere, magari in trasferta in una nuova città, prima di riaprire lo spazio di Tolentino, puntando però su una proposta più semplice e trasversale (ecco cosa ci raccontava a caldo, a pochi giorni dal terremoto del 31 ottobre)

Il sodalizio con Eataly

Ma intanto è bene concentrarsi sul piano b, che si concretizza col il supporto di Eataly: un sodalizio inedito che porterà Giuseppucci a cucinare, nell’ordine, a Firenze, Torino e Milano, ospite con un pop up studiato per l’occasione nelle diverse sedi cittadine dello store di Farinetti. Tre mesi in viaggio, a partire da febbraio, quando lo chef marchigiano sarà a Firenze per proporre una cucina marchigiana semplice e alla portata di tutte le tasche, nella cucina di via dei Martelli. Poi, a marzo, l’esperienza da Eataly Lingotto, sempre all’insegna delle cucina regionale, ma più elaborata. La chiusura del tour si consumerà da Eataly Smeraldo, a Milano, con la tappa più ambiziosa di tutte, e l’opportunità di presentare alla città una proposta affine a quella della Gattabuia (e chissà che proprio nel capoluogo lombardo non possa farsi strada la possibilità di un trasloco).

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Il nuovo Tiglio in Vita di Enrico Mazzaroni. Sul mare

Stessa sorte, e possiamo finalmente registrare analogo lieto fine, per Enrico Mazzaroni. Anche lo chef del Tiglio di Montemonaco, arroccato sui Monti Sibillini, aveva dovuto arrendersi ai danni del terremoto qualche mese fa. E ricominciare come cuoco itinerante, ospite di amici e colleghi in diverse città d’Italia (qui alcune delle occasioni passate), in attesa di poter tornare nella sua cucina. Ma ora è la Repubblica ad anticipare la riapertura del ristorante in trasferta, in versione costiera, sul mare di Porto Recanati. Il progetto, significativamente, è stato ribattezzato Il Tiglio in Vita, e nasce sotto l’ala protettrice di un imprenditore locale, che ha voluto scommettere sulla caparbietà e l’esperienza in cucina di Enrico Mazzaroni. I lavori di ristrutturazione sono già in corso, per essere pronti al più tardi per la metà di marzo, quando il ristorante rinascerà a tutti gli effetti, e non come parentesi temporanea, aprendo di fatto un nuovo capitolo nella carriera dello chef. Ma anche lo spazio di Montemonaco, quando sarà possibile, dovrebbe riaprire i battenti per ricordare la storia del Tiglio, e le sue origini, tra i monti che Mazzaroni ha deciso di portare con sé in riva al mare. E la terra del brodetto, che vanta tante eccellenze della ristorazione italiana, ora è pronta per accoglierlo.

 

a cura di Livia Montagnoli