Apre il 3 agosto la nuova insegna del St. James Building, coinvolto nei lavori per il trasferimento della storica libreria Rizzoli. Una caffetteria con cucina all'italiana che potrà contare sull'esperienza di Simone Bonelli, formazione a Modena in Francescana e tanti anni di ristorazione newyorkese alla spalle. 

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Cucina italiana a Manhattan. Apre la Pecora Bianca

Dall’angolo tra la 26esima e Broadway il punto di vista è quello privilegiato di chi nel cuore di Manhattan può raggiungere in pochi passi i luoghi simbolo dell’isolato a Nord di Madison Square, quel reticolato ordinato di viali e grattacieli ribattezzato da un po’ di tempo dai geniali immobiliaristi newyorkesi NoMad, che riunisce in un fazzoletto alcune tra le tavole più interessanti di New York, l’omonimo NoMad Hotel dove ai fornelli c’è David Humm, il Breslin Bar e il John Dory entrambi nell’Ace Hotel entrambi by April Bloomfield. E poi c’è Eataly naturalmente.

Da qualche mese l’isolato del St.James Building è avvolto dal cantiere che ha portato al trasferimento dello storico flagship di Rizzoli, con il rinnovamento della facciata dell’edificio per riportarlo alla struttura originale progettata da Bruce Price nel 1896. E il fermento costruttivo ha portato con sé una bella novità, che presto (il primo servizio è previsto per il 3 agosto) si concretizzerà nell’apertura di una nuova tavola italiana in città.

La Pecora Bianca Caffè e Cucina è il progetto di Mark Barak, americano con il pallino per l’italian style, che ha scelto di portare in un angolo della Grande Mela sempre più tricolore l’offerta di un locale che si trasforma nel corso della giornata rispecchiando il gusto made in Italy (almeno come lo interpretano Oltreoceano!), bar/caffetteria durante la mattinata, wine bar per l’aperitivo e cucina a vista.

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A pochi giorni dall’annuncio che ha rivoluzionato l’equilibrio delle tavole italoamericane in città – con la conquista di un traguardo ambizioso come il Four Seasons per il lanciatissimo duo Carbone-Torrisi – la Pecora Bianca potrà contare su uno chef 100% italiano.

Chi è Simone Bonelli. Da Massimo Bottura all’East Village con Perbacco

Lui è Simone Bonelli, una formazione importante alle spalle nella cucina di Massimo Bottura e poi diversi anni alla guida di Perbacco, l’avamposto italiano dell’East Village, dove il giovane modenese si è fatto conoscere sulla scena della Grande Mela e ha conquistato uno stage da Daniel Boulud, prima di approdare a Williamsburg come executive chef dell’allora neonato Fabbrica. Negli anni trascorsi tra il Village e Brooklyn, Bonelli ha avuto modo di farsi apprezzare per competenze tecniche e preparazione affinate durante il periodo in Francescana, oltre che per la capacità di presentare ai newyorkesi una valida interpretazione della moderna cucina italiana che sa tenere conto dei classici della tradizione.

Il ristorante al 1133 di Broadway proseguirà su questa traccia, proponendo ai commensali un menu snello che non dimentica la tradizione casalinga, dalle tagliatelle all’uovo agli spaghetti alla chitarra. Ma le materie prime – laddove possibile – arriveranno principalmente da produttori locali, farine della Pennsylvania e caffè tostato a Brooklyn, per esempio.

Proprio accanto all’insegna italiana aprirà presto un ristorante indiano improntato al fast food di qualità, con la consulenza – ninete di meno – di Jean Georges Vongerichten.

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La Pecora Bianca | New York, NoMad | 1133 Broadway (26thStreet) | dal 3 agosto | www.lapecorabianca.com