[caption id="attachment_129914" align="alignnone" width=""]piadina romagnola[/caption]

Street food che passione. Il trend che negli ultimi anni sta invadendo piazze e vie delle nostre città aumenta la visibilità dei prodotti tipici italiani, delle preparazioni tradizionali e dei piatti locali. Ed è la piadina romagnola a essere incoronata street food più ricercato dai consumatori: premiata dall'apprezzamento trasversale del pubblico, adesso la piadina romagnola è diventata regina del web.

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La piadina romagnola, una lunga tradizione

Farina di grano, strutto o olio di oliva, lievito, sale e acqua. Ingredienti semplici per un prodotto amato in tutto il mondo. Una pietanza semplice ma gustosa, dalla lunga storia, le cui tracce si fanno risalire addirittura all’impero romano: la ricetta originale fu però trascritta nel 1371. La piadina romagnola adesso è stata eletta anche regina del web: con 1.100.000 visualizzazioni è lo street food più ricercato su Google. A confermarlo è Mauro Rosati, consigliere del ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, che ha presentato uno studio sul valore aggiunto delle Dop e Igp nei prodotti agroalimentari agli Stati generali della Piadina romagnola di Riccione. Il secondo posto va all’arancino, a debita distanza, con 480mila visualizzazioni.

 

La piadina in cifre

A due anni dal riconoscimento dell’IGP, la piadina romagnola continua ad aumentare le sue vendite, mentre i prodotti a marchio diventano sempre più preponderanti. Sul fronte della produzione la Piadina IGP ha toccato quota 30mila tonnellate con un incremento del 20% rispetto al 2015. Secondo i dati del Consorzio di promozione e tutela della piadina romagnola il fatturato della Piadina Romagnola IGP è di 30 milioni di euro, su un valore dell’indotto di circa 100 milioni di euro. Ad oggi, circa una piadina su tre ha la certificazione di Indicazione Geografica Protetta, con il riminese a rappresentare la parte più consistente, ben il 77% del totale.

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Lo street food e i prodotti DOP

Ma c’è di più: secondo il report si sta verificando uno spostamento dei consumi, da prodotti “generici” di street food, a prodotti con una forte caratterizzazione identitaria e territoriale. Nei primi 9 mesi del 2016 le vendite dei prodotti Dop-Igp hanno fatto registrare un aumento del 7,2%, mentre quello dei generici si è fermato al +1,2%. Se si considera il settore specifico del cibo di strada, l’aumento è ancora più evidente, con un +15%. “I nostri prodotti DOP e IGP valgono 2 miliardi e mezzo dell’intero settore agroalimentare” ha spiegato Simona Caselli, assessore regionale alle Politiche agricole, “un patrimonio che va tutelato e promosso. Fondamentale è il ruolo dei consorzi nella valorizzazione”.

 

a cura di Francesca Fiore

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