La Signora in Rosso. Ecco il consorzio della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP

4 Nov 2015, 08:38 | a cura di Michela Becchi

Siamo a Tropea, nel cuore della Costa degli Dei in provincia di Vibo Valentia, una delle mete turistiche più visitate della Calabria. È in questa terra che nasce la cipolla rossa, tutelata da sei anni da un consorzio, che ora si rinnova e punta sulla comunicazione.

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Dolce, croccante e naturalmente rossa: sono queste le tre caratteristiche principali che identificano la cipolla rossa di Tropea IGP. A tutela di questo prodotto c'è un Consorzio, nato nel 2008 ma attivo a tutti gli effetti dal 2009, che si propone di salvaguardare e promuovere l'oro rosso della Calabria. Come l'appuntamento con La Signora in Rosso, una manifestazione dedicata alla stampa nazionale e alla politica regionale per valorizzare la ricchezza di questa specialità meridionale.

Tre giorni alla scoperta della cipolla rossa, quella di Tropea IGP, marchio che la distingue da tutte le altre. La Signora in Rosso è un evento organizzato da Marketing & Consulting di Gianfranco Cimbalo, su richiesta del presidente del Consorzio Antonio Veltri e il direttore Simone Saturnino. Il convegno si è aperto con una degustazione a quattro mani all'hotel Tropis, a cura degli chef Gaetano Alia, una Forchetta per la nostra guida Ristoranti d'Italia, e Giuseppe Romano.

La cena

I due cuochi del territorio hanno presentato un menu improntato sui sapori locali dove protagonista assoluta è la cipolla rossa di Tropea, interpretata in maniera diversa in ogni piatto. È proprio la sua versatilità a rendere unico questo prodotto: sono molteplici le sfumature che la cipolla assume e che caratterizzano ogni piatto. L'antipasto rappresenta l'espressione più pura e autentica di questa specialità: Cipolla cruda con peperoni arrostiti, bottarga di tonno e pane al carbone vegetale, tutto condito con un filo di olio extravergine d'oliva, naturalmente del territorio. Passiamo poi a una zuppa di fagioli locali chiamati “poverieddhi” in gergo dialettale. Ma il piatto è ricco di sapori che armonizzano tra loro, da quello del legume a quello fresco del pesce spatola, tipico del Tirreno, aromatizzato con menta fresca, a quello dolce della cipolla che ben si sposa con la carnosità del fagiolo. Il percorso degustativo prosegue con una portata a base di carne di suino nero di Calabria accompagnato da cipolle stufate, pomodorini confit e “bacio della suocera”, una rivisitazione del gateau con patata viola da mangiare con un confetto di wasabi. A chiudere il menu, formaggi pecorini locali con marmellata di cipolle rosse.

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Il Consorzio

Comunicazione, promozione e internazionalizzazione sono i tre obiettivi del Consorzio di tutela, ribaditi durante il forum del 31 ottobre. A intervenire durante la conferenza, il dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, Giacomo Giovinazzo,il consigliere regionale Mauro D’Acrie il dottor Maurizio Caruso Frezzain rappresentanza di Michele Lico, presidente di Unioncamere Calabria. Brevi accenni sulla storia del prodotto: coltura principale del territorio della media costa tirrenica calabrese fin dal Settecento ma già presente dall'antichità, portata dai greci e sviluppata dagli arabi, la coltivazione della cipolla ha attraversato secoli di storia dell'agricoltura calabrese, rappresentando l'espressione più pura di un territorio. Il legame con la terra è forte e saldo e viene sottolineato da tutti i presenti, ma l'obiettivo prefissato dal Consorzio è quello di promuovere la cipolla anche all'estero.

E raccontarla, partendo dall'Italia, dalla Calabria. “Possiamo anche fare un buon lavoro, ma va comunicato”, dichiara il presidente Veltri, classe '48 e lo spirito di un giovane che si sta approcciando per la prima volta al lavoro, con umiltà e passione. Ci racconta della treccia, tipica lavorazione della cipolla realizzata manualmente dalle donne, che arrivano ad intrecciare fino a 2 quintali al giorno ciascuna. Cipollotto fresco, cipolla sgambata per le confezioni da supermercato o la tradizionale treccia, queste sono le tre vesti della Signora in Rosso, la cui produzione arriva a sfiorare i 250.000 quintali l'anno. Un disciplinare rigido che prevede che tutte le fasi di coltivazione, lavorazione e confezionamento vengano effettuate nel terreno vocato, dove il prodotto può esprimersi al meglio. Una DOP travestita da IGP che, più che una varietà, rappresenta un “ecotipo”, come ha spiegato il direttore Saturnino, una pianta unica, strettamente collegata alle condizioni pedoclimatiche in cui cresce. Proprietà afrodisiache, antitumorali e molti altri i benefici della cipolla rossa di Tropea, che deve il suo colore caratteristico proprio alla quantità elevata di antocianine – composti polifenolici – che contiene.

Intanto il Consorzio ha sviluppato un nuovo sito internet completo e moderno per raccontare l'unicità di questo prodotto. Funzionale e semplice da consultare, ma soprattutto ricco di informazioni utili alla portata di tutti, con notizie e approfondimenti al riguardo.

Una sfida considerevole quella sulla comunicazione del territorio, rilevante in tutta la Penisola, ma ancora di più in una terra difficile come questa, un luogo “in eterna ricerca della propria dimensione”, come ha dichiarato il consigliere regionale. E questa ricerca può iniziare, senza preconcetti, dal lavoro rigoroso di consorzi e comunicatori, puntando sull'agroalimentare. A partire dalla cipolla.

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a cura di Michela Becchi

 

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