Una terra aspra e difficile da coltivare, che nel tempo ha saputo dare i suoi frutti. La tavola irlandese oggi ha molto da offrire, e a dimostrarlo sono (anche) gli alberghi di lusso. Il caso di Adare Manor a Limerick, storica struttura ristrutturata che ora vanta una cucina ancora più gourmet.

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Limerick

Una città poco chiacchierata ma che racchiude in sé una delle più affascinanti sfaccettature dell’Irlanda, per i suoi paesaggi mozzafiato, i colori, la storia e le tradizioni folcloristiche. Attraversata dal fiume Shannon, nella parte sud-occidentale dell’isola, Limerick è stata per secoli, fino all’inizio del Novecento, una delle città più povere della nazione, oltre ad avere il triste primato del più alto tasso di criminalità. Oggi, finalmente, la località ha avuto il suo riscatto, e rappresenta uno dei principali snodi dell’economia irlandese. Una città rigogliosa, un amalgama di storie, di mestieri, di leggende e culture diverse, che conserva ancora intatta la sua personalità antica, ferma nel tempo, ma che riesce a guardare al futuro con uno sguardo ampio e dinamico.

La storia

A cominciare dal settore dell’ospitalità, che può fare affidamento su una serie di indirizzi validi, dai cottage di una volta agli hotel di lusso più moderni dal design accattivante. A intraprendere per primi questa strada, Lady Caroline Wyndham e Windham Henry Quin, contessa e conte di Dunraven, residenti fino al 1823 nella Manor House, una struttura costruita nei primi anni ’20 del Settecento. Una storia che, come nella maggior parte dei racconti popolari irlandesi, è stata nei secoli impreziosita di dettagli fiabeschi e immaginari, ma che parte da fondamenta solide. Il conte si ammalò presto di una grave forma di gotta che lo costrinse in casa, e così la moglie gli suggerì di trasformare la loro abitazione in un edificio di lusso, su modello delle cattedrali europee, nella speranza che i lavori di ristrutturazione lo distraessero.

La ristrutturazione

Tanti i lavori, le costruzioni e i proprietari che si susseguirono nel corso dei decenni, fino ad arrivare all’Adare Manor così come oggi lo conosciamo, hotel cinque stelle di lusso in grado di accontentare anche i clienti più esigenti. Che ha recentemente riaperto i battenti dopo un (ennesimo) grande progetto di ristrutturazione durato 21 mesi che ha rinnovato l’immagine dell’edificio. Ad accogliere gli ospiti, un nuovo vialetto che divide in due un’area verde immacolata di 340 ettari, punteggiata da circa 20mila alberi. Niente più pietre rose, come nell’originale, ma solo pietre calcaree chiare sovrapposte ad avvolgere l’intero albergo. Cuore della struttura, la Sala Grande, ora trasformata in uno spazio con soffitti a volta e un ampio camino in marmo nero. Al piano superiore, la seconda stanza più grande d’Irlanda (dopo la biblioteca Long Room del Trinity College), The Gallery, ispirata dalla Galleria degli Specchi di Versailles, a lungo utilizzata per conservare i tesori che il conte e la contessa di Dunravens avevano accumulato durante i loro viaggi. Qui, accanto al coro fiammingo del XVII secolo è stato ideato un nuovo bar, dove i visitatori possono accomodarsi per gustare il tè del pomeriggio, godendosi la luce che filtra dalle vetrate originali. Alle 62 camere e suites si sono aggiunte, poi, altre 42 stanze nella nuova Sala Ovest, decorate con dipinti a olio del Diciannovesimo Secolo, stemmi antichi ristrutturati e vasche da bagno d’epoca. Nella tenuta, è inoltre possibile andare a pesca, fare ciclismo, dilettarsi con il tiro con l’arco e una serie di attività da svolgere all’aria aperta, tempo permettendo. E poi spa, sauna, bagno turco, piscina e anche un cinema.

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Il ristorante

In un luogo simile, non può mancare di certo un’offerta ristorativa di livello. Prima della riapertura, 5 membri senior della cucina dell’Adare hanno intrapreso un viaggio di 9 giorni attorno all’isola per andare a conoscere di persona i migliori artigiani e tutti i piccoli produttori, allevatori, coltivatori nazionale che si impegnano a realizzare materie prime ricercate. La cucina trae ispirazione dalla tradizione irlandese, che nei piatti del menu viene rivisitata in chiave più contemporanea e reinterpretata con ingredienti di nicchia. Troviamo, così, la carne di cervo di Wicklow con cavolo rosso e fichi, la quaglia di Tipperary con orzo perlato e tante altre ricette che hanno come protagoniste le migliori specialità del Paese, una nazione che vanta una ricchezza agroalimentare invidiabile – se pur ancora poco conosciuta – che può fare affidamento su frutti di mare e di terra.

In abbinamento, i vini del territorio, ma anche stranieri, dalle migliori etichette francesi a quelle italiane, per una carta ampia e articolata, in grado di accompagnare le diverse portate. A coadiuvare il lavoro in cucina, lo chef Michael Tweedie, che lo scorso anno si è posizionato fra i migliori 10 chef di Irlanda e Regno Unito per la S. Pellegrino Young Chef. Cena a parte, un ruolo fondamentale lo ricopre il celebre afternoon tea, durante il quale è possibile gustare tè e infusi di pregio, accostati a sandwich d’autore, a base di prosciutto di Limerick brasato, salmone affumicato di Duncannon, e poi i tradizionali scones, dolci di origine scozzese molto diffusi anche nel territorio irlandese, farciti con panna, confetture e crema al limone.

Adare Manor | Limerick | www.adaremanor.com/

a cura di Michela Becchi

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